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Conoscere la “fatina delle cellule”… anche se solo di vista!

Non capita spesso di conoscere una “star”, soprattutto se giovane… e la cosa non può non rendermi orgoglioso dei miei studi per l’impegno che ho messo e della mia Università.
Non fraintendetemi, tra i miei Professori ci sono molti scienziati di spicco, anche a livello mondiale, ma essere famosi scienziati intorno ai trent’anni non è da tutti (e spero un giorno di riuscirci anche io, visto che sono ancora in tempo!).

E’ questo il caso della Ilaria Cacciotti, meglio conosciuta come la “fatina delle cellule”, dopo un articolo uscito sul Corriere della Sera correlato di un interessantissimo video che vi consiglio di vedere (lo trovate qui sotto), realizzato dalla bravissima giornalista scientifica Alessandra Arachi.

http://video.corriere.it/fatina-cellule/dd8f7404-ee01-11e2-98d0-98ca66d4264e

Ilaria, che conosco per avermi fatto delle assistenze durante alcuni corsi della Laurea Magistrale, è una ragazza simpatica e intelligente, che risalta subito per l’elevata conoscenza ma soprattutto per la gentilezza e la disponibilità. Insomma, una di quelle assistenti che si ricorda positivamente (al contrario di altri).

Ilaria Cacciotti

Ilaria Cacciotti

E’ divenuta famosa dopo aver vinto il prestigioso Premio Unesco nel 2011, finanziato dalla famosa azienda privata L’Oreal con un premio di quindicimila euro che ha permesso alla brava Ilaria di continuare negli studi senza problemi e continuare a specializzarsi per il bene suo e del mondo intero (vista l’importanza della ricerca).

Ma in cosa consiste questo studio che le ha permesso ad di ottenere le luci della ribalta e vincere un premio così importante?

Niente di meno che uno studio che punta a “curare” in modo efficace, rapido ed intelligente una delle peggiori malattie del mondo, spesso sottovalutata ma che rende la vita veramente un inferno: il morbo di Parkinson.

Il Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, caratterizzato dalla morte delle cellule adibite alla sintesi e il rilascio della dopamina che sono in gran parte presenti nel mesencefalo.
Ancora poco nota è la causa che porta alla morte di tali cellule.

Molecola di Dopamina

Molecola di Dopamina

Come tutti saprete, i sintomi sono principalmente correlati all’apparato motorio, con tremori e difficoltà a camminare.
Nei casi più avanzati si hanno anche problemi cognitivi e comportamentali, anche se non si capisce bene se la cosa è causata dal morbo o correlata al fatto che i malati di Parkinson sono per la maggior parte in età avanzata.

Analisi PET in pazienti sani ed affetti dal morbo

Analisi PET in pazienti sani ed affetti dal morbo

La soluzione studiata da Ilaria nel Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche di Roma Tor Vergata (sotto la guida della Prof.ssa Alessandra Bianco, che considero un’ottima ricercatrice anche se ho avuto dei “problemini” con lei) è molto semplice, almeno dal punto di vista teorico: si tratta, infatti, di micro-sfere bio-riassorbibili riempite con milioni di neuroni modificati in modo da produrre un’enorme quantità di dopamina, il neurotrasmettitore che viene a mancare con l’insorgere della malattia.
In pratica le capsuline produrrebbero dopamina per un certo periodo, fino a riassorbirsi nell’organismo senza lasciare traccia alcuna.
Ovviamente un’idea semplicissima, ma di un’importanza e un innovazione senza precedenti.

Si riuscisse a replicare il sistema in modo esaustivo, realizzarlo su grande scala e valutarne gli effetti a lungo termine tramite trial clinico non mi sorprenderei se in un futuro neanche tanto lontano Ilaria potesse ambire ad uno dei premi Nobel.

In questi casi, pur essendo un modo alternativo a quello che si cerca di realizzare negli studi in cui sono coinvolto, non posso che sperare nella riuscita del suo studio pur essendo mia “concorrente”… in questi casi l’importante è arrivare ad una cura, per il bene dell’umanità.

Non mi resta che farle un “in bocca al lupo” sincero, nella speranza che lei sia di esempio per me in primis, ma anche per tutti i giovani ragazzi, aspiranti scienziati o i già ricercatori alle prime armi (come me), nell’insegnarci che anche con piccoli fondi ma supportati da volontà, costanza e grandi idee si può diventare Qualcuno anche in questo Paese che tanto sembra ostacolarci.

Saluti,

MMarans.

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