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Intervista a Pier Giovanni Capellino, presidente di Almo Nature

Il momento è finalmente giunto.
Dopo vari articoli e un lungo scambio di e-mail con Paola Canepa di Almo Nature (che ringrazio per aver reso possibile tutto questo), finalmente vi presento l’intervista fatta a Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature.

22525276_LOGO_ALMO_2011Come sapere mi sono fortemente “battuto” contro lo spot a favore di Stop-Vivisection fatto dalla stessa azienda genovese con una serie di articoli che trovate nella Home del blog.
Durante la discussione (sempre civile) con Almo abbiamo deciso che forse il modo per capire meglio la loro posizione non poteva che essere un’intervista con il loro Presidente. Il 18 ottobre ho fatto l’intervista via Skype e vi riporto qui sotto le risposte del Presidente.

Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature

Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature

Sono tre le cose che vorrei fare prima di mettervi l’intervista in forma scritta e il video.
Innanzitutto vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato in questa piccola impresa.
Cominciando proprio dallo stesso Pier Giovanni Capellino per il tempo che mi ha concesso e la disponibilità a rispondere a tutte le domande che gli ho fatto e Paola Canepa della stessa Almo per aver organizzato il tutto. Inoltre vorrei ringraziare pubblicamente i giornalisti Marco Cattaneo (direttore de Le Scienze) e Chiara Ferraro per l’aiuto e i consigli che mi hanno dato, oltre che al mio collega Frax per avermi fatto da consigliere nei (frequenti) momenti di dubbio e tutti i miei colleghi per avermi permesso di fare l’intervista nel nostro (popoloso) ufficio.
Inoltre per lo spazio concessami ringrazio A Favore della Sperimentazione Animale, Dibattito Scienza, In Difesa della Sperimentazione Animale e Pro-Test Italia per avermi permesso di chiedere consiglio su quali domande fare, ed in particolare a Stefano Sezzi, Nicola Scardina, Electra Brunialti, Piero Tagliapietra, Giada Rossi, Franz Uelli, Antonio Catani, Everett Ducklair, Andrea Loro, Marco Messine e Giovanni Perini per le domande (spero di non aver dimenticato nessuno).
Come seconda cosa vorrei sottolineare il fatto che l’intervista è stata fatta da me, che non sono propriamente un giornalista scientifico, anzi.Infatti chi mi conosce sa quanto sono in difficoltà davanti alle persone che non conosco, e mi troverete imbarazzato e balbettante più di una volta. Per mantenere l’opinione che avete (non troppo alta tra l’altro) di me vi consiglio di non vedere il video.
Ultima cosa vorrei fare una considerazione sull’intervista in generale. Ciò che ho potuto osservare è che sono ben consapevoli che la cosa possa essere presa come una mossa di marketing, ma allo stesso tempo sono sicuro ora più che mai che sono sinceri e in “buona fede”.
Credono realmente in quello che fanno, e non vedo l’ora di vedere gli sviluppi della situazione. L’impressione che ho avuto è quella di aver davanti si un “avversario”, ma del genere leale e con cui si può fare una discussione. Anche se non comprendo la loro posizione capisco che dal punto di vista etico la cosa si possa accettare, non capisco però fino a che punto si possa spingere questa eticità quando si tratta di salvare la vita a delle persone, in particolare a dei bambini. L’impressione che ho avuto è stata quella di una persona che sa di chiedere qualcosa che attualmente non è pensabile, ma con la volontà di aprire un dibattito costruttivo sull’argomento, magari per portare non all’eliminazione, ma magari alla riduzione della Sperimentazione dove non necessaria.

Ecco di seguito, come promesso, l’intervista.

Ci può parlare brevemente di lei?
Il mio nome e’ Pier Giovanni Capellino e ho la fortuna, il piacere e l’onore di guidare Almo Nature, un’Azienda fatta da persone che puntano tutto sulla loro intelligenza, e che probabilmente, da un punto professionale, commette meno errori dei concorrenti, anche se ovviamente non siamo perfetti.

Come nasce l’idea di spalleggiare Stop-Vivisection?
Tutto nasce da un’idea che mi appartiene e che coltivavo da tanto tempo, anche se poi bisogna incontrare l’occasione giusta per poterla concretizzare, ricordando sempre che come Azienda non può sposare in senso assoluto delle cause come se fosse un movimento. Quando si è presentata questa opportunità, ho pensato che potesse essere innovativo il fatto che un’Azienda si esprima: usciamo dalle ipocrisie del silenzio, diciamo agli altri chi siamo qualcosa che va oltre il Pet Food.
Il nostro “Almore” non è solo filantropia verso gli animali ma è anche idee, ed in questo caso è un principio etico di rispetto della vita.

Non crede che un consumatore più critico possa veder questa solo come una mossa di marketing per incrementare le vendite?
Potrebbe anche essere, non credo sia illegittimo. Credo però che ci chi conosce nel tempo capirà che sono posizioni sincere, ne assumeremo altre in futuro magari meno spettacolari, ma tutto questo rientra assolutamente nel nostro modo di pensare.
Ovviamente ci tengo a precisare che parliamo di test sugli animali e non di vivisezione, però i promotori hanno dato questo nome e quindi non sta a noi entrare nel merito se sia totalmente corretto o no, noi abbiamo semplicemente appoggiato questa sensibilità.
Poi ognuno può farsi una sua opinione, fino a che viene espressa in maniera educata noi la rispettiamo.

Ipotizziamo che di colpo si bloccasse la Sperimentazione Animale.
Come crede che reagirebbe il sistema senza farmaci o terapie non solo nel campo umano, ma anche e soprattutto in quello veterinario?
Non credo che ci possano essere delle rivoluzioni in questo senso.
Il contributo che si vuole dare è quello di aprire un dibattito, non entro nei dettagli perché non essendo un uomo di scienza non voglio arrogarmi il diritto di parlare di argomenti di cui altri sanno parlare meglio di me.
Apro solo una parentesi in questo senso. Abbiamo ospitato sul nostro blog le opinioni più svariate, proprio perché questo fosse un contributo al di là delle posizioni. Il nostro intento è quello di testimoniare un modo diverso di pensare al di là delle critiche che ci sono state portate.
E’ chiaro che se ci sarà un giorno un modo di questo tipo ci saranno tante cose diverse, non solo sarà cessata la Sperimentazione sugli Animali, ma probabilmente vivremo in un mondo senza guerre. Nel momento in cui si arriverà alla cessazione delle violenze sugli animali, ben prima si sarà capito che ogni forma di violenza è inutile. E siamo ben lontani da ciò.

Considerando il fatto che ci sono già stati in passato episodi violenti contro strutture e persone, non crede che il vostro spot possa alimentare un dissenso non pacifico?
Il nostro spot lo possono vedere anche i bambini, è stato ideato senza dimensione di provocazione. E’ uno spot e non un trattato di filosofia, in trenta secondi bisogna comunicare un messaggio.
Tutto il lavoro che è stato fatto in favore del blog, mostra come la volontà di Almo Nature è presente e ben precisa. Pensare che il nostro spot contribuisca alla violenza è assurdo, se poi c’è qualche malato mentale…

Ciò che ho potuto osservare è che mentre all’inizio ci sono state grandi proteste, e in queste mi ci metto pure io, c’è stata da parte vostra una parziale apertura verso il mondo degli sperimentatori con diverse interviste , come per esempio quella a Pro-Test Italia.
Come mai questo processo non è stato antecedente la presa di posizione che avete assunto?
L’intervista a Pro-Test era prevista nel piano editoriale già dall’inizio, ed il piano editoriale era stato pubblicato fin da subito, anche perché sono sempre dell’opinione che prima di giudicare e farsi un’opinione bisogna documentarsi.
Tutte quelle critiche, anche verbalmente violente, che abbiamo ricevuto non erano neanche ben costruite. Almo Nature vende carne di altri animali per animali che sono carnivori, ma tutto questo fa parte di un bisogno primario che non abbiamo certo stabilito noi.
Più corretto sarebbe stato prendere una posizione contraria contro tutta l’industria del “Pet Food”, ma prendere posizione contro Almo Nature solo perché esprime una idea è come se io prendessi posizione contro di lei o contro il suo laboratorio per protestare contro la sperimentazione.

Più che altro si parla di numeri che non sono confrontabili.
Per esempio in un anno in Italia vengono usate 800.000 cavie (di cui 720.000 topi), mentre immagino che nel suo campo i numeri siano enormemente più alti.
Come accennato in precedenza la sua posizione può essere legittima, però bisogna parlare di tutta l’industria della macellazione degli animali. Diversamente credo che la forza dell’argomento decada e sia da associare magari più a forme di “tifo”, per cui tutto ciò che sta dall’altra parte non va bene.
Le dico sinceramente, visto che lei ha parlato di un mondo senza sperimentazione. Dal mio punto di vista se domani il “Pet Food” diventasse illegale io sarei favorevole. Oggi le regole sono queste.
Ognuno di noi partecipa nella vita a questo gioco, sottostando ad un’economia che ha i suoi pregi e i suoi difetti.
In questo momento storico ci sono delle contraddizioni, e penso che parlarne non debba mai spaventare nessuno

Alcuni degli additivi che voi usate sono stati testati sugli animali? Avete limitato l’uso di questi?
Esistono delle leggi e ognuno è costretto a sottostare a queste leggi, ma se additivi sono stati sperimentati questo è successo in passato. Questo tipo di discussione deve essere posta in prospettiva, considerando cosa facciamo per superare le rispettive discussioni.
Penso che la cosa importante sarebbe quella di non arroccarci e di capire che entrambi teniamo al bene degli esseri viventi e della Natura. Io credo che questo sia il vero spirito e che obiettivo di questa campagna.

Nel 2011 è stata effettuata una ricerca da Nature (Nature 470 pag.452) sulla Sperimentazione Animale, in cui risulta che per quasi l’unanimità degli scienziati la Sperimentazione Animale è (purtroppo) indispensabile. Secondo lei quali potrebbero essere i metodi alternativi da usare?
La Sperimentazione Animale appartiene ad un mondo su cui convergono grandi interessi economici. Io penso che se si cominciasse a guardare in altre direzioni e se i metodi alternativi beneficiassero di tutto quel denaro che affluisce sui test sugli animali probabilmente le cose avrebbero dei risultati diversi.
Stiamo giocando una partita su cui su un tavolo c’è 95 e dall’altro 5 come risorsa finanziaria. Aggiungiamo anche che c’è un sistema che pensa in maniera monolitica attorno a determinati valori e non vuole neanche discuterne troppo, anche se proprio all’interno del “vostro mondo” ci sono delle voci scientifiche, come la Dott.ssa Penco per esempio che ha una posizione molto critica sulla SA. Io direi che noi abbiamo le nostre contraddizioni ma anche voi avete le vostre e potrebbe essere utile se anziché arroccarvi cominciaste anche voi a riflettere, anche perché fondamentale nella costruzione di un corretto pensiero scientifico.

In conclusione credo di parlare a nome dell’intera Comunità Scientifica quando dico che dobbiamo e vogliamo cercare di non avere più necessità della Sperimentazione Animale.
Crede che la vostra proposta possa agevolare questo passaggio?
Non lo so, però vi posso dire che abbiamo lanciato un sasso nello stagno.
Sono un sostenitore del fatto che prima di tutto bisogna cominciare da se stessi e già dal 2014 daremo una dimostrazione di coerenza appoggiando diverse iniziative volte alla ricerca di metodi alternativi. Abbiamo già cominciato un processo di preselezione e appoggeremo in maniera concreta lo studio dei metodi che non utilizzino la sperimentazione animale.
Il mio auspicio è quello di continuare coerentemente ad esprimere questa posizione.
Siamo in “buona fede umana” con i limiti che questa presente e siccome siamo attivi in questo porteremo avanti questa forma di coerenza anche attraverso altre forme di “Almore” che magari susciteranno meno scalpore ma saranno sempre utili dal nostro punto di vista.

Vuole dire un’ultima cosa prima di salutarci?
Come ultima cosa vorrei fare il mio personale saluto a tutti i ricercatori, anche se può sembrare paradossale, perchè penso che sia tempo per tutti di cominciare a riflettere per avviarci verso qualcosa di nuovo.
Tralasciando la ricerca sugli animali, ma anche parlando di ricerca in generale, così tanto bistrattata in Italia.
Io penso che dovrete pensare a qualcosa di nuovo perché non da questo punto di vista non si può contare sui politici.
Fate come noi, contate sulle vostre forze e vedrete che potrete fare delle cose interessanti.
Noi cominceremo nel 2014 e se lei e gli altri ragazzi che leggeranno l’articolo ci vorranno seguire magari potremmo risentirci a febbraio per degli aggiornamenti.

Saluti,

MMarans.

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Commento alla risposta di Almo Nature sul precedente articolo.

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Sinceramente non mi aspettavo una risposta ufficiale da parte di Almo Nature nel mio precedente articolo, ma visto che mi è stata data e sono particolarmente fissato con la trasparenza, vi copio sotto la risposta ufficiale datami dalla Dott.ssa Paola Canepa di Almo Nature:

“Caro MMarans,
ci permettiamo di intervenire sulla questione delle domande poste ai due dottori perchè in nessun modo l’intervista al Dott. Fornasier era tesa a far emergere l’inutilità della SA. Ai dottori sono state sottoposte le stesse identiche domande.
Il Dott. Fornasier ha ritenuto di non rispondere punto per punto ma di fare un discorso più generale che meglio esprimesse il punto di vista di chi è a favore della sperimentazione animale, usando le nostre domande come traccia di massima.
Una volta ricevuta l’intervista, abbiamo quindi proceduto a formulare una serie di domande che si adattassero al testo.
Il contenuto è stato rivisto dallo stesso Fornasier che ne era soddisfatto e l’ha approvato esattamente così com’è stato pubblicato.
Non c’è malafede in quanto stiamo facendo.
Per quanto lei non condivida la nostra posizione, ci riconosca il merito di un’apertura e di uno stimolo al dibattito: ospitiamo sui nostri spazi chi ha un pensiero opposto al nostro senza mai censurare nè tantomeno distorcere quanto ci viene detto.
La ringraziamo comunque per averci ospitato sul suo blog.”

Sono colpito dalla loro risposta, per quanto diplomatica, e li ringrazio per aver dato seguito ad un piccolo ed insignificante blog come quello che gestisco.
Resto comunque della mia idea, e continuerò a “battermi” per evitare che cose come questa accadano in futuro, poichè ne va della vita di migliaia di malati. La mia speranza è che la Sperimentazione Medica (che racchiude la SA) possa proseguire senza intralci per il benessere di tutti.
A tutti piacerebbe che non ci fosse bisogno di sperimentare su animali, in primis proprio ai ricercatori e alle aziende (sia per motivi etici che economici), ma è un “male” indispensabile per la cura di milioni di persone e milioni di animali.
Ciò che mi spiace è vedere una azienda importante come Almo Nature dire che non sono in malafede… io me lo auguro, perchè giocare sulla vita della persone per semplici fini di marketing sarebbe assolutamente grave.

Sarebbe interessante poter fare delle domande ad Almo Nature per vedere il loro grado di interesse del “problema” SA, per constatare la reale buona fede di cui si parla.
Sono per ciò sicuro che loro daranno il loro assenso all’invio di una decina di domande (magari poste da me in collaborazione con altri scienziati) a cui possano rispondere in modo serio e scrupoloso per avere un reale e armonioso dibattito.

Per completare, vi consiglio di visitare una pagina di un blog che ho scoperto oggi grazie alla pagina Facebook di “A Favore della Sperimentazione Animale“, di una “convertita”. Il bellissimo post si intitola “Perché ho cambiato idea sulla sperimentazione animale“.

Consiglio di leggerlo a chiunque, contrario o non, per avere un’idea di come si possa cambiare idea con un minimo di informazione.

Saluti,

MMarans.

L’ipocrisia continua: aggiornamenti sul “caso” Almo Nature

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Sinceramente pensavo (o speravo, a dirla tutta) che Almo Nature dopo la gaffe dello spot anti-sperimentazione (per chi non sapesse di cosa parlo può leggere il mio precedente articolo) si rendesse conto dell’ipocrisia di fondo delle esternazioni fatte.

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E invece… due giorni dopo mi reco nel mio negozio di animali di fiducia (perchè anche noi “assassini” abbiamo animali) e cosa trovo?
Lo stand fuori di Almo Nature con il blocco per la firma della petizione e il volantino.
Non ho potuto fare a meno di prendere un volantino… ed eccomi qui per commentarlo.
Ovviamente come prima cosa vi allego l’interno del volantino, con le opinioni di due scienziati, come il Prof. Bruno Fedi e il Prof. Massenzio Fornasier.

Prima di continuare a leggere l’articolo, potete farvi un’idea già leggendo il volantino.

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La prima cosa che ho notato è la differenza di domande poste ai due scienziati. La mia opinione è che per fare un confronto è INDISPENSABILE fare le stesse domande ai due intervistati, e non fare domande scomode ad uno (Fornasier) e domande a favore della sua idea a Fedi.
Ma chi sono questi due scienziati?

Bruno Fedi

Bruno Fedi

Bruno Fedi nasce a Pistoia il 4 marzo del 1934. Laureato in medicina e chirurgia, è specialista in urologia, anatomia patologica, ginecologia, cancerologia, citolgia, flebologia, bioetica. Docente di urologia, è vincitore di un premio dell’ente Fiuggi.
Ha pubblicato oltre 100 lavori scientifici e diversi libri di ecologia e bioetica a carattere divulgativo, tra i quali “L’evoluzione distruttrice”, e “Uccidere per avere”. Vegetariano dal 1977, è tra i soci fondatori dal Movimento Antispecista, membro del direttivo dall’anno della fondazione (2001) e co-autore del “Manifesto per un’etica interspecifica”.

Massenzio Fornasier

Massenzio Fornasier

Massenzio Fornasier si e’ laureato in Medicina Veterinaria nel 1988 presso l’Università di Parma,
Ha ottenuto il titolo di specialista in Scienza e Medicina degli animali da Laboratorio presso l’Università di Milano, e di specialista in Diritto e Legislazione Veterinaria presso l’Universita’ di Parma. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Biotecnologie applicate alle scienze veterinarie e zootecniche presso la Facolta’ di Medicina Veterinaria, Universita’ degli Studi di Milano.
Nel corso della sua carriera professionale ha lavorato presso strutture di ricerca private (Chiesi, Glaxo, Pfizer, Cell Therapeutics) in Italia nel settore della farmacologia e tossicologia preclinica.
Ha partecipato a progetti di ricerca in ambito cardiovascolare, respiratorio, neurologico, oncologico, antiinfettivo per la parte relativa alla valutazione dell’efficacia e sicurezza dei nuovi farmaci, contribuendo alla messa a punto di modelli sperimentali innovativi nelle diverse specie animali.
E’ presidente della SIVAL (Societa’ Italiana Veterinari Animali da Laboratorio) sociata’ federata in ANMVI (Associazione Nazionale dei Medici Veterinari) e rappresentante per l’Italia in FVE (Federazione Europea Veterinari) nella sezione EVERI (European Veterinarian in Education, Research and Industry).
E’ coautore di comunicazioni scientifiche pubblicate su riviste internazionali o presentate a convegni scientifici internazionali e ha organizzato convegni tematici nell’ambito delle Scienze dell’animale da Laboratorio.

Insomma… la differenza è notevole: da una parte un urologo contrario alla Sperimentazione che ha visto solo in modo lato quanto sia indispensabile la SA, dall’altro uno dei maggiori esperti italiani di SA, esperto di veterinaria e farmacologia.

Ma ciò che rende questo volantino una farsa, a mio modo di vedere, sono proprio i contenuti. Analizziamo le domande:

Domande per Bruno Fedi:
1. Il tema della SA è sempre più dibattuto: è nata una nuova coscienza collettiva o si è capito che è inutile?
2. Quindi la SA è inutile perchè non ha una reale capacità predittiva?
3. Se la SA è inutile, a chi giova?
4. Esistono metodi alternativi alla SA?
5. Se le alternative metodologiche risultassero insufficienti, anche limitatamente ad alcuni casi specifici, quale sarebbe la sua posizione in merito?
6. Alcune frange anti-SA paiono mosse da fattori ideologici più che da una reale conoscenza della questione. Questo può costituire un punto debole per il movimento?

Domande per Massenzio Fornasier:
1.Dott. Fornasier, mai come adesso il tema della SA è stato così dibattuto
2. Qual è stata la sua impressione durante i vari confronti con le associazioni protezionistiche
3. La contrapposizione è dunque un approccio fuorviante?
4. Infatti la comunità scientifica non sembra ignorare la questione morale circa la SA
5. Cosa risponde alle polemiche relative all’inutilità della SA?
6. Cosa mi può dire, invece, sulla presunta dannosità sull’uomo di alcuni farmaci testati su animali nella fase pre-clinica?

Come potete notare, dunque, le risposte erano non solo diverse, ma fuorvianti in quanto dirette a far emergere una cosa precisa… cioè la (non vera) inutilità della SA.
Infatti, le domande fatte a Fornasier sono di carattere personale-tecnico, e rispondono alle critiche volte dagli animalisti alla SA, mentre quelle rivolte a Fedi sono praticamente affermazioni, cui bastava (nella maggior parte dei casi) rispondere semplicemente “SI”.

Tra l’altro molte domande sono state poste in modo da far entrare nella testa del lettore due cose precise:
– La SA è inutile
– In alcuni casi è anche dannosa per l’uomo

Queste due affermazioni, oltre ad essere errate, sono per lo più indice di una mal-fede di Almo Nature, che ipocritamente cerca di far passare un messaggio sbagliato, non ponendo le GIUSTE DOMANDE agli intervistati.

Non voglio dirvi cosa pensare, voglio solo dirvi di farvi una vostra idea dopo aver considerato quello che vi ho detto.

Saluti,

MMarans.

Ipocrisia + Ignoranza = Maggior Profitto: il caso Almo Nature!

Mi ero ripromesso di prendermi più tempo, ma quando ho visto il nuovo spot di Almo Nature non ho resistito e devo scrivere un articolo, se pur più piccolo di quelli che sono abituato a scrivere.

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Lo spot in questione è quello in cui viene disegnata una scimmietta sulla sabbia ed esce fuori un chiaro messaggio contro la sperimentazione animale.

Almo Natura, infatti, sovvenziona da poco la causa di StopVivisection, gruppo attivo nel contrastare la ricerca medica ed in particolare la sperimentazione animale.
Non voglio entrare in merito a quanto sia indispensabile la sperimentazione animale per la ricerca di cure di molte malattie (comprese quelle animali), il testing di vaccini, gli studi di medicina avanzata che portano ogni anno a vincere Nobel (come è accaduto negli ultimi anni), ma voglio solamente far riflettere su quanto una azienda si possa spingere in basso per aumentare il suo profitto, sfruttando i poveri consumatori ignoranti (nel senso letterale del termine) che credono la sperimentazione animale un male da combattere, quando però ne sfruttano ogni giorno i benefici, a partire dai farmaci, ai protocolli medici, ai vaccini (umani e non).

L’ipocrisia nasce dal fatto che Almo Nature è una azienda che realizza mangimi per animali domestici… con altri animali!
La cosa è veramente incoerente. Anche se non li capisco nelle ragioni, comprendo il modo di vedere vegan-animalista da un certo lato… ma non posso non essere sorpreso da veder contrastare la ricerca animale da una azienda che macella un numero di animali molto più grande di quello usato nella sperimentazione animale preclinica.

Per confermare e provare quello che dico vi faccio vedere una immagine gentilmente “rubata” agli amici di A Favore Della Sperimentazione Animale.

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Come potete vedere, infatti, nei loro prodotti è ovviamente contenuta carne… ottenuta uccidendo gli stessi animali che si preoccupano tanto di difendere… una palese operazione di marketing.
Quindi mi rivolgo a te, scienziato a favore della sperimentazione animale, o a te, animalista convinco contrario a tale pratica, o a tutte le persone delle più varie vedute sull’argomento… per un momento deponiamo “l’ascia di guerra”, e lottiamo insieme per non farci prendere in giro da aziende senza scrupoli.

Non comprare Almo Nature, non farti prendere per il culo!

Saluti,
MMarans

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