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Un’interazione poco conosciuta: parliamo dei Bieccitoni.

Purtroppo il lavoro in queste settimane mi ha bloccato e non mi sono potuto occupare del blog.
Oggi per fortuna ho cinque minuti e quindi eccomi qui.
Con l’intervista al presidente di Almo Nature posso dire praticamente chiusa la mia “battaglia”, e quindi si passa oltre.
Casualmente stavo rivedendo i vecchi files usati durante l’università, e ho ritrovato un’interessante presentazione che avevo fatto al quarto anno. Sinceramente l’argomento non è dei più facili, ma cercherò di spiegarlo nel modo più facile possibile.

Oggi parliamo di Bieccitoni, cioè dell’interazione che viene a formarsi tra due Eccitoni.
La maggior parte di voi immagino non abbia mai sentito neanche parlare di Eccitoni… ma vi prometto che se continuerete a leggere questo breve post avrete scoperto una cosa nuova. E non so voi, ma io adoro scoprire cose nuove e ampliare le mie conoscenze.
Quando ho parlato dei pannelli solari, ed in particolare del drogaggio del silicio, ho introdotto il concetto di elettrone e lacuna.
Nel momento in cui un elettrone e una lacuna vengono formati, come potete immaginare ci sarà un’interazione tra loro.
Ecco, un Eccitone (X) rappresenta esattamente quella interazione. Nel momento in cui abbiamo due coppie elettrone/lacuna avremo due Eccitoni, e quindi un Bieccitone (XX). La formazione di un Bieccitone (che è un bosone) è un processo equivalente a quello che porta alla creazione di un molecola di idrogeno a partire da due atomi isolati.

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L’instaurazione del legame nel Bieccitone provoca un abbassamento in energia rispetto alla somma delle energie dei singoli Eccitoni, sperimentalmente misurabile.
Per semplificare i conti ipotizziamo di studiare il sistema attraverso un modello 2-D.
In approssimazione di massa effettiva, l’Hamiltoniana del sistema, che consiste in due elettroni (1 e 2) ed in due lacune (a e b), è data da:

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Per il modello introdotto, è conveniente fare un cambio di coordinate, in modo da semplificare ancora di più i conti, utilizzando le coordinate relative tra gli Eccitoni e quella relativa al centro di massa.
Immagine5Facendo il cambio di coordinate fatto in tabella, e imponendo le seguenti relazioni (cioè massa effettiva e ridotta del Bieccitone):
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si ricava una formula dell’Hamiltoniana (cioè della funzione che descrive l’energia) molto più semplice.
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Da una parte si hanno le energie relative e del centro di massa separate, mentre nella seconda parte si nota la parte di interazione.
Passando alla forma adimensionale (cosa comune nei conti di MQ) e introducendo σ come il rapporto tra la massa dell’elettrone e della lacuna, si ricava finalmente una “semplicissima” equazione:

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Praticamente in questo modo si dimostra che il comportamento del Bieccitone è uguale a quello di una molecola di idrogeno.
Per trovare l’energia di legame (pari a due volte l’energia dell’Eccitone meno quella del Bieccitone), dovremo trovare la funzione d’onda che soddisfa l’equazione di Schrödinger.
I conti sono gli stessi che si fanno per la molecole di idrogeno e danno come risultato la seguente funzione d’onda:

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in cui l’ultimo termine è un termine di scambio (cioè la stessa cosa scambiando 1 con 2) e le ϕ indicano gli orbitali di Slater 1s.

Come si può vedere nel grafico il rapporto tra l’energia di legame e quella del singolo eccitone parte da un valore per poi scendere fino a tendere ad una costante per valori di σ>0,4.

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Oltre a semplici modelli però, sono presenti molti risultati sperimentali, infatti i fenomeni di interazione eccitone/eccitone non sono però visibili in tutti i materiali e le strutture.

Per osservarli sperimentalmente esistono tre possibilità:
1.Eccitazione da una banda eccitonica ad una bieccitonica (esperimento pump-probe).
2.Far assorbire due fotoni per passare dallo stato fondamentale allo stato di Bieccitone.
3.Tramite luminescenza da uno stato di Bieccitone fino a formare due Eccitoni in sistemi ad alta densità.

In particolare vengono studiare i Bieccitoni in CNTs e QDs.

La struttura di un nanotubo di carbonio (di cui abbiamo già parlato) può essere immaginata come un grafene arrotolato lungo un determinato asse. I nanotubi di carbonio inoltre possono essere classificati sia per il modo di arrotolamento (chiralità) sia in SWCNTs (CNTs a parete singola) o in MWCNTs (CNTs a parete multipla), in cui più CNTs sono posti in strutture concentriche.
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Misurando l’energia di legame si può notare un andamento inversamente proporzionale al raggio del nanotubo stesso, come si vede in figura.

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Un Quantum Dot (punto quantico) invece è una nanostruttura formata da un’inclusione di un materiale semiconduttore con una certa banda proibita e con dimensioni comparabili con la lunghezza d’onda di De Broglie, all’interno di un altro semiconduttore con una gap maggiore. Questa struttura genera un pozzo di potenziale tridimensionale che confina elettroni e lacune.
In questo modo anche gli Eccitoni risultano confinati nelle tre dimensioni spaziali.
Nei QDs, proprio per questo motivo, sono stati osservati sia i tempi di vita che le energie di legame, soprattutto in QDs di CuCl e di CdSe/ZnSe.

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Come si può vedere i tempi di vita caratteristici dei Bieccitoni nei QDs sono di circa 310 ps, che sono molto più alti di quelli nei semiconduttori.

In conclusione,  abbiamo visto che i Bieccitoni sono delle quasiparticelle di tipo bosonico che si osservano in presenza di accoppiamento Eccitone/Eccitone e che hanno tempi di vita nell’ordine di 10-12 secondi.
Possono essere valutati con modelli teorici e studiati per via sperimentale.
Per quel che riguarda i modelli teorici, la trattazione è simile a quella di un atomo di idrogeno.
Per quanto riguarda invece la parte sperimentale, si prendono in considerazione (per ora) soprattutto sistemi di semplice e limitata geometria, come i nanotubi di carbonio ed i quantum dots.

Saluti,

MMarans.

Intervista a Pier Giovanni Capellino, presidente di Almo Nature

Il momento è finalmente giunto.
Dopo vari articoli e un lungo scambio di e-mail con Paola Canepa di Almo Nature (che ringrazio per aver reso possibile tutto questo), finalmente vi presento l’intervista fatta a Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature.

22525276_LOGO_ALMO_2011Come sapere mi sono fortemente “battuto” contro lo spot a favore di Stop-Vivisection fatto dalla stessa azienda genovese con una serie di articoli che trovate nella Home del blog.
Durante la discussione (sempre civile) con Almo abbiamo deciso che forse il modo per capire meglio la loro posizione non poteva che essere un’intervista con il loro Presidente. Il 18 ottobre ho fatto l’intervista via Skype e vi riporto qui sotto le risposte del Presidente.

Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature

Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature

Sono tre le cose che vorrei fare prima di mettervi l’intervista in forma scritta e il video.
Innanzitutto vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato in questa piccola impresa.
Cominciando proprio dallo stesso Pier Giovanni Capellino per il tempo che mi ha concesso e la disponibilità a rispondere a tutte le domande che gli ho fatto e Paola Canepa della stessa Almo per aver organizzato il tutto. Inoltre vorrei ringraziare pubblicamente i giornalisti Marco Cattaneo (direttore de Le Scienze) e Chiara Ferraro per l’aiuto e i consigli che mi hanno dato, oltre che al mio collega Frax per avermi fatto da consigliere nei (frequenti) momenti di dubbio e tutti i miei colleghi per avermi permesso di fare l’intervista nel nostro (popoloso) ufficio.
Inoltre per lo spazio concessami ringrazio A Favore della Sperimentazione Animale, Dibattito Scienza, In Difesa della Sperimentazione Animale e Pro-Test Italia per avermi permesso di chiedere consiglio su quali domande fare, ed in particolare a Stefano Sezzi, Nicola Scardina, Electra Brunialti, Piero Tagliapietra, Giada Rossi, Franz Uelli, Antonio Catani, Everett Ducklair, Andrea Loro, Marco Messine e Giovanni Perini per le domande (spero di non aver dimenticato nessuno).
Come seconda cosa vorrei sottolineare il fatto che l’intervista è stata fatta da me, che non sono propriamente un giornalista scientifico, anzi.Infatti chi mi conosce sa quanto sono in difficoltà davanti alle persone che non conosco, e mi troverete imbarazzato e balbettante più di una volta. Per mantenere l’opinione che avete (non troppo alta tra l’altro) di me vi consiglio di non vedere il video.
Ultima cosa vorrei fare una considerazione sull’intervista in generale. Ciò che ho potuto osservare è che sono ben consapevoli che la cosa possa essere presa come una mossa di marketing, ma allo stesso tempo sono sicuro ora più che mai che sono sinceri e in “buona fede”.
Credono realmente in quello che fanno, e non vedo l’ora di vedere gli sviluppi della situazione. L’impressione che ho avuto è quella di aver davanti si un “avversario”, ma del genere leale e con cui si può fare una discussione. Anche se non comprendo la loro posizione capisco che dal punto di vista etico la cosa si possa accettare, non capisco però fino a che punto si possa spingere questa eticità quando si tratta di salvare la vita a delle persone, in particolare a dei bambini. L’impressione che ho avuto è stata quella di una persona che sa di chiedere qualcosa che attualmente non è pensabile, ma con la volontà di aprire un dibattito costruttivo sull’argomento, magari per portare non all’eliminazione, ma magari alla riduzione della Sperimentazione dove non necessaria.

Ecco di seguito, come promesso, l’intervista.

Ci può parlare brevemente di lei?
Il mio nome e’ Pier Giovanni Capellino e ho la fortuna, il piacere e l’onore di guidare Almo Nature, un’Azienda fatta da persone che puntano tutto sulla loro intelligenza, e che probabilmente, da un punto professionale, commette meno errori dei concorrenti, anche se ovviamente non siamo perfetti.

Come nasce l’idea di spalleggiare Stop-Vivisection?
Tutto nasce da un’idea che mi appartiene e che coltivavo da tanto tempo, anche se poi bisogna incontrare l’occasione giusta per poterla concretizzare, ricordando sempre che come Azienda non può sposare in senso assoluto delle cause come se fosse un movimento. Quando si è presentata questa opportunità, ho pensato che potesse essere innovativo il fatto che un’Azienda si esprima: usciamo dalle ipocrisie del silenzio, diciamo agli altri chi siamo qualcosa che va oltre il Pet Food.
Il nostro “Almore” non è solo filantropia verso gli animali ma è anche idee, ed in questo caso è un principio etico di rispetto della vita.

Non crede che un consumatore più critico possa veder questa solo come una mossa di marketing per incrementare le vendite?
Potrebbe anche essere, non credo sia illegittimo. Credo però che ci chi conosce nel tempo capirà che sono posizioni sincere, ne assumeremo altre in futuro magari meno spettacolari, ma tutto questo rientra assolutamente nel nostro modo di pensare.
Ovviamente ci tengo a precisare che parliamo di test sugli animali e non di vivisezione, però i promotori hanno dato questo nome e quindi non sta a noi entrare nel merito se sia totalmente corretto o no, noi abbiamo semplicemente appoggiato questa sensibilità.
Poi ognuno può farsi una sua opinione, fino a che viene espressa in maniera educata noi la rispettiamo.

Ipotizziamo che di colpo si bloccasse la Sperimentazione Animale.
Come crede che reagirebbe il sistema senza farmaci o terapie non solo nel campo umano, ma anche e soprattutto in quello veterinario?
Non credo che ci possano essere delle rivoluzioni in questo senso.
Il contributo che si vuole dare è quello di aprire un dibattito, non entro nei dettagli perché non essendo un uomo di scienza non voglio arrogarmi il diritto di parlare di argomenti di cui altri sanno parlare meglio di me.
Apro solo una parentesi in questo senso. Abbiamo ospitato sul nostro blog le opinioni più svariate, proprio perché questo fosse un contributo al di là delle posizioni. Il nostro intento è quello di testimoniare un modo diverso di pensare al di là delle critiche che ci sono state portate.
E’ chiaro che se ci sarà un giorno un modo di questo tipo ci saranno tante cose diverse, non solo sarà cessata la Sperimentazione sugli Animali, ma probabilmente vivremo in un mondo senza guerre. Nel momento in cui si arriverà alla cessazione delle violenze sugli animali, ben prima si sarà capito che ogni forma di violenza è inutile. E siamo ben lontani da ciò.

Considerando il fatto che ci sono già stati in passato episodi violenti contro strutture e persone, non crede che il vostro spot possa alimentare un dissenso non pacifico?
Il nostro spot lo possono vedere anche i bambini, è stato ideato senza dimensione di provocazione. E’ uno spot e non un trattato di filosofia, in trenta secondi bisogna comunicare un messaggio.
Tutto il lavoro che è stato fatto in favore del blog, mostra come la volontà di Almo Nature è presente e ben precisa. Pensare che il nostro spot contribuisca alla violenza è assurdo, se poi c’è qualche malato mentale…

Ciò che ho potuto osservare è che mentre all’inizio ci sono state grandi proteste, e in queste mi ci metto pure io, c’è stata da parte vostra una parziale apertura verso il mondo degli sperimentatori con diverse interviste , come per esempio quella a Pro-Test Italia.
Come mai questo processo non è stato antecedente la presa di posizione che avete assunto?
L’intervista a Pro-Test era prevista nel piano editoriale già dall’inizio, ed il piano editoriale era stato pubblicato fin da subito, anche perché sono sempre dell’opinione che prima di giudicare e farsi un’opinione bisogna documentarsi.
Tutte quelle critiche, anche verbalmente violente, che abbiamo ricevuto non erano neanche ben costruite. Almo Nature vende carne di altri animali per animali che sono carnivori, ma tutto questo fa parte di un bisogno primario che non abbiamo certo stabilito noi.
Più corretto sarebbe stato prendere una posizione contraria contro tutta l’industria del “Pet Food”, ma prendere posizione contro Almo Nature solo perché esprime una idea è come se io prendessi posizione contro di lei o contro il suo laboratorio per protestare contro la sperimentazione.

Più che altro si parla di numeri che non sono confrontabili.
Per esempio in un anno in Italia vengono usate 800.000 cavie (di cui 720.000 topi), mentre immagino che nel suo campo i numeri siano enormemente più alti.
Come accennato in precedenza la sua posizione può essere legittima, però bisogna parlare di tutta l’industria della macellazione degli animali. Diversamente credo che la forza dell’argomento decada e sia da associare magari più a forme di “tifo”, per cui tutto ciò che sta dall’altra parte non va bene.
Le dico sinceramente, visto che lei ha parlato di un mondo senza sperimentazione. Dal mio punto di vista se domani il “Pet Food” diventasse illegale io sarei favorevole. Oggi le regole sono queste.
Ognuno di noi partecipa nella vita a questo gioco, sottostando ad un’economia che ha i suoi pregi e i suoi difetti.
In questo momento storico ci sono delle contraddizioni, e penso che parlarne non debba mai spaventare nessuno

Alcuni degli additivi che voi usate sono stati testati sugli animali? Avete limitato l’uso di questi?
Esistono delle leggi e ognuno è costretto a sottostare a queste leggi, ma se additivi sono stati sperimentati questo è successo in passato. Questo tipo di discussione deve essere posta in prospettiva, considerando cosa facciamo per superare le rispettive discussioni.
Penso che la cosa importante sarebbe quella di non arroccarci e di capire che entrambi teniamo al bene degli esseri viventi e della Natura. Io credo che questo sia il vero spirito e che obiettivo di questa campagna.

Nel 2011 è stata effettuata una ricerca da Nature (Nature 470 pag.452) sulla Sperimentazione Animale, in cui risulta che per quasi l’unanimità degli scienziati la Sperimentazione Animale è (purtroppo) indispensabile. Secondo lei quali potrebbero essere i metodi alternativi da usare?
La Sperimentazione Animale appartiene ad un mondo su cui convergono grandi interessi economici. Io penso che se si cominciasse a guardare in altre direzioni e se i metodi alternativi beneficiassero di tutto quel denaro che affluisce sui test sugli animali probabilmente le cose avrebbero dei risultati diversi.
Stiamo giocando una partita su cui su un tavolo c’è 95 e dall’altro 5 come risorsa finanziaria. Aggiungiamo anche che c’è un sistema che pensa in maniera monolitica attorno a determinati valori e non vuole neanche discuterne troppo, anche se proprio all’interno del “vostro mondo” ci sono delle voci scientifiche, come la Dott.ssa Penco per esempio che ha una posizione molto critica sulla SA. Io direi che noi abbiamo le nostre contraddizioni ma anche voi avete le vostre e potrebbe essere utile se anziché arroccarvi cominciaste anche voi a riflettere, anche perché fondamentale nella costruzione di un corretto pensiero scientifico.

In conclusione credo di parlare a nome dell’intera Comunità Scientifica quando dico che dobbiamo e vogliamo cercare di non avere più necessità della Sperimentazione Animale.
Crede che la vostra proposta possa agevolare questo passaggio?
Non lo so, però vi posso dire che abbiamo lanciato un sasso nello stagno.
Sono un sostenitore del fatto che prima di tutto bisogna cominciare da se stessi e già dal 2014 daremo una dimostrazione di coerenza appoggiando diverse iniziative volte alla ricerca di metodi alternativi. Abbiamo già cominciato un processo di preselezione e appoggeremo in maniera concreta lo studio dei metodi che non utilizzino la sperimentazione animale.
Il mio auspicio è quello di continuare coerentemente ad esprimere questa posizione.
Siamo in “buona fede umana” con i limiti che questa presente e siccome siamo attivi in questo porteremo avanti questa forma di coerenza anche attraverso altre forme di “Almore” che magari susciteranno meno scalpore ma saranno sempre utili dal nostro punto di vista.

Vuole dire un’ultima cosa prima di salutarci?
Come ultima cosa vorrei fare il mio personale saluto a tutti i ricercatori, anche se può sembrare paradossale, perchè penso che sia tempo per tutti di cominciare a riflettere per avviarci verso qualcosa di nuovo.
Tralasciando la ricerca sugli animali, ma anche parlando di ricerca in generale, così tanto bistrattata in Italia.
Io penso che dovrete pensare a qualcosa di nuovo perché non da questo punto di vista non si può contare sui politici.
Fate come noi, contate sulle vostre forze e vedrete che potrete fare delle cose interessanti.
Noi cominceremo nel 2014 e se lei e gli altri ragazzi che leggeranno l’articolo ci vorranno seguire magari potremmo risentirci a febbraio per degli aggiornamenti.

Saluti,

MMarans.

Commento alla risposta di Almo Nature sul precedente articolo.

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Sinceramente non mi aspettavo una risposta ufficiale da parte di Almo Nature nel mio precedente articolo, ma visto che mi è stata data e sono particolarmente fissato con la trasparenza, vi copio sotto la risposta ufficiale datami dalla Dott.ssa Paola Canepa di Almo Nature:

“Caro MMarans,
ci permettiamo di intervenire sulla questione delle domande poste ai due dottori perchè in nessun modo l’intervista al Dott. Fornasier era tesa a far emergere l’inutilità della SA. Ai dottori sono state sottoposte le stesse identiche domande.
Il Dott. Fornasier ha ritenuto di non rispondere punto per punto ma di fare un discorso più generale che meglio esprimesse il punto di vista di chi è a favore della sperimentazione animale, usando le nostre domande come traccia di massima.
Una volta ricevuta l’intervista, abbiamo quindi proceduto a formulare una serie di domande che si adattassero al testo.
Il contenuto è stato rivisto dallo stesso Fornasier che ne era soddisfatto e l’ha approvato esattamente così com’è stato pubblicato.
Non c’è malafede in quanto stiamo facendo.
Per quanto lei non condivida la nostra posizione, ci riconosca il merito di un’apertura e di uno stimolo al dibattito: ospitiamo sui nostri spazi chi ha un pensiero opposto al nostro senza mai censurare nè tantomeno distorcere quanto ci viene detto.
La ringraziamo comunque per averci ospitato sul suo blog.”

Sono colpito dalla loro risposta, per quanto diplomatica, e li ringrazio per aver dato seguito ad un piccolo ed insignificante blog come quello che gestisco.
Resto comunque della mia idea, e continuerò a “battermi” per evitare che cose come questa accadano in futuro, poichè ne va della vita di migliaia di malati. La mia speranza è che la Sperimentazione Medica (che racchiude la SA) possa proseguire senza intralci per il benessere di tutti.
A tutti piacerebbe che non ci fosse bisogno di sperimentare su animali, in primis proprio ai ricercatori e alle aziende (sia per motivi etici che economici), ma è un “male” indispensabile per la cura di milioni di persone e milioni di animali.
Ciò che mi spiace è vedere una azienda importante come Almo Nature dire che non sono in malafede… io me lo auguro, perchè giocare sulla vita della persone per semplici fini di marketing sarebbe assolutamente grave.

Sarebbe interessante poter fare delle domande ad Almo Nature per vedere il loro grado di interesse del “problema” SA, per constatare la reale buona fede di cui si parla.
Sono per ciò sicuro che loro daranno il loro assenso all’invio di una decina di domande (magari poste da me in collaborazione con altri scienziati) a cui possano rispondere in modo serio e scrupoloso per avere un reale e armonioso dibattito.

Per completare, vi consiglio di visitare una pagina di un blog che ho scoperto oggi grazie alla pagina Facebook di “A Favore della Sperimentazione Animale“, di una “convertita”. Il bellissimo post si intitola “Perché ho cambiato idea sulla sperimentazione animale“.

Consiglio di leggerlo a chiunque, contrario o non, per avere un’idea di come si possa cambiare idea con un minimo di informazione.

Saluti,

MMarans.

L’ipocrisia continua: aggiornamenti sul “caso” Almo Nature

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Sinceramente pensavo (o speravo, a dirla tutta) che Almo Nature dopo la gaffe dello spot anti-sperimentazione (per chi non sapesse di cosa parlo può leggere il mio precedente articolo) si rendesse conto dell’ipocrisia di fondo delle esternazioni fatte.

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E invece… due giorni dopo mi reco nel mio negozio di animali di fiducia (perchè anche noi “assassini” abbiamo animali) e cosa trovo?
Lo stand fuori di Almo Nature con il blocco per la firma della petizione e il volantino.
Non ho potuto fare a meno di prendere un volantino… ed eccomi qui per commentarlo.
Ovviamente come prima cosa vi allego l’interno del volantino, con le opinioni di due scienziati, come il Prof. Bruno Fedi e il Prof. Massenzio Fornasier.

Prima di continuare a leggere l’articolo, potete farvi un’idea già leggendo il volantino.

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La prima cosa che ho notato è la differenza di domande poste ai due scienziati. La mia opinione è che per fare un confronto è INDISPENSABILE fare le stesse domande ai due intervistati, e non fare domande scomode ad uno (Fornasier) e domande a favore della sua idea a Fedi.
Ma chi sono questi due scienziati?

Bruno Fedi

Bruno Fedi

Bruno Fedi nasce a Pistoia il 4 marzo del 1934. Laureato in medicina e chirurgia, è specialista in urologia, anatomia patologica, ginecologia, cancerologia, citolgia, flebologia, bioetica. Docente di urologia, è vincitore di un premio dell’ente Fiuggi.
Ha pubblicato oltre 100 lavori scientifici e diversi libri di ecologia e bioetica a carattere divulgativo, tra i quali “L’evoluzione distruttrice”, e “Uccidere per avere”. Vegetariano dal 1977, è tra i soci fondatori dal Movimento Antispecista, membro del direttivo dall’anno della fondazione (2001) e co-autore del “Manifesto per un’etica interspecifica”.

Massenzio Fornasier

Massenzio Fornasier

Massenzio Fornasier si e’ laureato in Medicina Veterinaria nel 1988 presso l’Università di Parma,
Ha ottenuto il titolo di specialista in Scienza e Medicina degli animali da Laboratorio presso l’Università di Milano, e di specialista in Diritto e Legislazione Veterinaria presso l’Universita’ di Parma. Ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in Biotecnologie applicate alle scienze veterinarie e zootecniche presso la Facolta’ di Medicina Veterinaria, Universita’ degli Studi di Milano.
Nel corso della sua carriera professionale ha lavorato presso strutture di ricerca private (Chiesi, Glaxo, Pfizer, Cell Therapeutics) in Italia nel settore della farmacologia e tossicologia preclinica.
Ha partecipato a progetti di ricerca in ambito cardiovascolare, respiratorio, neurologico, oncologico, antiinfettivo per la parte relativa alla valutazione dell’efficacia e sicurezza dei nuovi farmaci, contribuendo alla messa a punto di modelli sperimentali innovativi nelle diverse specie animali.
E’ presidente della SIVAL (Societa’ Italiana Veterinari Animali da Laboratorio) sociata’ federata in ANMVI (Associazione Nazionale dei Medici Veterinari) e rappresentante per l’Italia in FVE (Federazione Europea Veterinari) nella sezione EVERI (European Veterinarian in Education, Research and Industry).
E’ coautore di comunicazioni scientifiche pubblicate su riviste internazionali o presentate a convegni scientifici internazionali e ha organizzato convegni tematici nell’ambito delle Scienze dell’animale da Laboratorio.

Insomma… la differenza è notevole: da una parte un urologo contrario alla Sperimentazione che ha visto solo in modo lato quanto sia indispensabile la SA, dall’altro uno dei maggiori esperti italiani di SA, esperto di veterinaria e farmacologia.

Ma ciò che rende questo volantino una farsa, a mio modo di vedere, sono proprio i contenuti. Analizziamo le domande:

Domande per Bruno Fedi:
1. Il tema della SA è sempre più dibattuto: è nata una nuova coscienza collettiva o si è capito che è inutile?
2. Quindi la SA è inutile perchè non ha una reale capacità predittiva?
3. Se la SA è inutile, a chi giova?
4. Esistono metodi alternativi alla SA?
5. Se le alternative metodologiche risultassero insufficienti, anche limitatamente ad alcuni casi specifici, quale sarebbe la sua posizione in merito?
6. Alcune frange anti-SA paiono mosse da fattori ideologici più che da una reale conoscenza della questione. Questo può costituire un punto debole per il movimento?

Domande per Massenzio Fornasier:
1.Dott. Fornasier, mai come adesso il tema della SA è stato così dibattuto
2. Qual è stata la sua impressione durante i vari confronti con le associazioni protezionistiche
3. La contrapposizione è dunque un approccio fuorviante?
4. Infatti la comunità scientifica non sembra ignorare la questione morale circa la SA
5. Cosa risponde alle polemiche relative all’inutilità della SA?
6. Cosa mi può dire, invece, sulla presunta dannosità sull’uomo di alcuni farmaci testati su animali nella fase pre-clinica?

Come potete notare, dunque, le risposte erano non solo diverse, ma fuorvianti in quanto dirette a far emergere una cosa precisa… cioè la (non vera) inutilità della SA.
Infatti, le domande fatte a Fornasier sono di carattere personale-tecnico, e rispondono alle critiche volte dagli animalisti alla SA, mentre quelle rivolte a Fedi sono praticamente affermazioni, cui bastava (nella maggior parte dei casi) rispondere semplicemente “SI”.

Tra l’altro molte domande sono state poste in modo da far entrare nella testa del lettore due cose precise:
– La SA è inutile
– In alcuni casi è anche dannosa per l’uomo

Queste due affermazioni, oltre ad essere errate, sono per lo più indice di una mal-fede di Almo Nature, che ipocritamente cerca di far passare un messaggio sbagliato, non ponendo le GIUSTE DOMANDE agli intervistati.

Non voglio dirvi cosa pensare, voglio solo dirvi di farvi una vostra idea dopo aver considerato quello che vi ho detto.

Saluti,

MMarans.

Ipocrisia + Ignoranza = Maggior Profitto: il caso Almo Nature!

Mi ero ripromesso di prendermi più tempo, ma quando ho visto il nuovo spot di Almo Nature non ho resistito e devo scrivere un articolo, se pur più piccolo di quelli che sono abituato a scrivere.

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Lo spot in questione è quello in cui viene disegnata una scimmietta sulla sabbia ed esce fuori un chiaro messaggio contro la sperimentazione animale.

Almo Natura, infatti, sovvenziona da poco la causa di StopVivisection, gruppo attivo nel contrastare la ricerca medica ed in particolare la sperimentazione animale.
Non voglio entrare in merito a quanto sia indispensabile la sperimentazione animale per la ricerca di cure di molte malattie (comprese quelle animali), il testing di vaccini, gli studi di medicina avanzata che portano ogni anno a vincere Nobel (come è accaduto negli ultimi anni), ma voglio solamente far riflettere su quanto una azienda si possa spingere in basso per aumentare il suo profitto, sfruttando i poveri consumatori ignoranti (nel senso letterale del termine) che credono la sperimentazione animale un male da combattere, quando però ne sfruttano ogni giorno i benefici, a partire dai farmaci, ai protocolli medici, ai vaccini (umani e non).

L’ipocrisia nasce dal fatto che Almo Nature è una azienda che realizza mangimi per animali domestici… con altri animali!
La cosa è veramente incoerente. Anche se non li capisco nelle ragioni, comprendo il modo di vedere vegan-animalista da un certo lato… ma non posso non essere sorpreso da veder contrastare la ricerca animale da una azienda che macella un numero di animali molto più grande di quello usato nella sperimentazione animale preclinica.

Per confermare e provare quello che dico vi faccio vedere una immagine gentilmente “rubata” agli amici di A Favore Della Sperimentazione Animale.

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Come potete vedere, infatti, nei loro prodotti è ovviamente contenuta carne… ottenuta uccidendo gli stessi animali che si preoccupano tanto di difendere… una palese operazione di marketing.
Quindi mi rivolgo a te, scienziato a favore della sperimentazione animale, o a te, animalista convinco contrario a tale pratica, o a tutte le persone delle più varie vedute sull’argomento… per un momento deponiamo “l’ascia di guerra”, e lottiamo insieme per non farci prendere in giro da aziende senza scrupoli.

Non comprare Almo Nature, non farti prendere per il culo!

Saluti,
MMarans

Tutti in bici!

In questi giorni estivi non ho scritto, e mi scuso con ogni mio lettore (o pseudo-tale) per aver trascurato il blog, ma se devo essere sincero avevo bisogno di una pausa dal lavoro per ricaricare le pile e ricominciare al meglio il nuovo anno lavorativo (e anche il blog).
A questo punto vi starete aspettando un articolo mio… e qui vi sbagliate!

Per la prima volta SempliceMenteScienza ospiterà un articolo non scritto da me, ma da una cara amica, che chiameremo con lo pseudonimo Asteg.
Sono molto critico nei confronti degli altri scienziati, ma forse per il fatto che la conosco da più di un decennio, non riesco a non nutrire profonda ammirazione per questa carissima amica.
Laureata in Ingegneria Civile, ha fatto il grande salto (quello di cui non ho avuto coraggio o opportunità)  andando a studiare all’estero, tra l’altro in una famosissima università belga.
Non vedo l’ora di vedere i vostri commenti sull’articolo… chissà che non la spronino a scrivere ancora sul mio blog.

Ora non posso che lasciarvi al suo articolo, sperando in altre bellissime collaborazioni.

Sentir parlare di “mobilita’ sostenibile” sembra qualcosa di cosi distante e astratto ma e’ un concetto molto più pratico e terreno di quello che si possa pensare. Non e’ facile cambiare le proprie abitudini, il proprio stile di vita soprattutto quando si vive in una grande città dove le circostanze non ti permettono di trovare una valida alternativa all’utilizzo della macchina e del motorino. C’e’ pero’ un mezzo di trasporto che sta prendendo piega negli ultimi anni e che secondo me e’ un giusto compromesso tra i diversi modi di trasporto presenti: la bicicletta elettrica.
La ricerca ingegneristica (nel campo dei trasporti) sta facendo passi da gigante nello studiare come questo mezzo di trasporto possa favorire la transizione dal mezzo di trasporto privato ad un mezzo “sostenibile”. Ma cosa si intende per mobilita’ sostenibile? Con questo termine intendiamo l’insieme dei mezzi di trasporto in grado di diminuire gli impatti ambientali sociali ed economici generati dai veicoli privati.
E perché proprio la bicicletta elettrica? Quali sono i suoi punti di forza?

  • Riduzione dell’inquinamento
  • Benefici psico-fisici
  • Poter percorrere quelle lunghe distanze non possibili con una bicicletta normale
  • Riduzione della congestione

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Utopia? Non credo.

In un’Italia in cui non si hanno le infrastrutture necessarie a supportare l’utilizzo delle biciclette normali e che quindi non incentivano gli utenti (soprattutto per motivi di sicurezza) ad utilizzarle, la bicicletta elettrica diventa una valida alternativa soprattutto perché utilizzabile da chiunque…Gli sforzi fisici sono nettamente minori rispetto a quelli che vengono fatti utilizzando le bici ordinarie…non c’e’ più il problema di arrivare “sudati” sul posto di lavoro (non c’e’ quindi più la necessita’ di avere degli appositi spogliatoi o docce)…Risparmio notevole a livello di costi e anche di tempo soprattutto nelle piccole-medie distanze.
E’ ovvio si tratta di un completo cambio culturale soprattutto per città in cui questa cultura non c’e’ mai stata…
Diventa praticamente impossibile richiedere un’imminente miglioria delle infrastrutture viarie ma si potrebbe iniziare ad incentivare l’utilizzo delle biciclette elettriche aumentando le postazioni di ricarica (soluzione migliore e’ ricaricare durante le ore lavorative e mentre si e’ a casa), diminuendo i costi di acquisto…e poi, da parte nostra, grande sforzo culturale e apertura mentale verso qualcosa a cui non siamo abituati.

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E’ possibile e io ne sono un esempio.
Venticinque anni della mia vita passati nella città più bella del mondo (Roma) ma anche quella meno adatta a questo tipo di mezzo di trasporto. Da sei mesi vivo in Belgio per motivi lavorativi (dottorato di ricerca nel campo delle bici elettriche J) e ho totalmente cambiato tutte le mie abitudini…niente più macchina,niente più motorino (per dieci anni e’ stato il mio compagno di vita)…solo bici (normale) e non toglietemela vi prego. Non e’ semplice…ma quando ti accorgi che ne guadagni sotto tutti i punti di vista diventa difficile tornare indietro.

Ho preferito un articolo con un approccio meno scientifico e più teorico ma che possa dare a tutti una panoramica del problema. Se ovviamente siete interessati a saperne di più sotto qualsiasi punto di vista non esitate a contattarmi all’e-mail di SempliceMenteScienza (semplicementescienza@yahoo.it).
Sara’ un piacere per me rispondermi e “farvi avvicinare”, per quello che mi e’ possibile, a qualcosa di nuovo che pero’ potrebbe diventare una simpatica realtà!!

Asteg.

 

Conoscere la “fatina delle cellule”… anche se solo di vista!

Non capita spesso di conoscere una “star”, soprattutto se giovane… e la cosa non può non rendermi orgoglioso dei miei studi per l’impegno che ho messo e della mia Università.
Non fraintendetemi, tra i miei Professori ci sono molti scienziati di spicco, anche a livello mondiale, ma essere famosi scienziati intorno ai trent’anni non è da tutti (e spero un giorno di riuscirci anche io, visto che sono ancora in tempo!).

E’ questo il caso della Ilaria Cacciotti, meglio conosciuta come la “fatina delle cellule”, dopo un articolo uscito sul Corriere della Sera correlato di un interessantissimo video che vi consiglio di vedere (lo trovate qui sotto), realizzato dalla bravissima giornalista scientifica Alessandra Arachi.

http://video.corriere.it/fatina-cellule/dd8f7404-ee01-11e2-98d0-98ca66d4264e

Ilaria, che conosco per avermi fatto delle assistenze durante alcuni corsi della Laurea Magistrale, è una ragazza simpatica e intelligente, che risalta subito per l’elevata conoscenza ma soprattutto per la gentilezza e la disponibilità. Insomma, una di quelle assistenti che si ricorda positivamente (al contrario di altri).

Ilaria Cacciotti

Ilaria Cacciotti

E’ divenuta famosa dopo aver vinto il prestigioso Premio Unesco nel 2011, finanziato dalla famosa azienda privata L’Oreal con un premio di quindicimila euro che ha permesso alla brava Ilaria di continuare negli studi senza problemi e continuare a specializzarsi per il bene suo e del mondo intero (vista l’importanza della ricerca).

Ma in cosa consiste questo studio che le ha permesso ad di ottenere le luci della ribalta e vincere un premio così importante?

Niente di meno che uno studio che punta a “curare” in modo efficace, rapido ed intelligente una delle peggiori malattie del mondo, spesso sottovalutata ma che rende la vita veramente un inferno: il morbo di Parkinson.

Il Parkinson è una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale, caratterizzato dalla morte delle cellule adibite alla sintesi e il rilascio della dopamina che sono in gran parte presenti nel mesencefalo.
Ancora poco nota è la causa che porta alla morte di tali cellule.

Molecola di Dopamina

Molecola di Dopamina

Come tutti saprete, i sintomi sono principalmente correlati all’apparato motorio, con tremori e difficoltà a camminare.
Nei casi più avanzati si hanno anche problemi cognitivi e comportamentali, anche se non si capisce bene se la cosa è causata dal morbo o correlata al fatto che i malati di Parkinson sono per la maggior parte in età avanzata.

Analisi PET in pazienti sani ed affetti dal morbo

Analisi PET in pazienti sani ed affetti dal morbo

La soluzione studiata da Ilaria nel Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche di Roma Tor Vergata (sotto la guida della Prof.ssa Alessandra Bianco, che considero un’ottima ricercatrice anche se ho avuto dei “problemini” con lei) è molto semplice, almeno dal punto di vista teorico: si tratta, infatti, di micro-sfere bio-riassorbibili riempite con milioni di neuroni modificati in modo da produrre un’enorme quantità di dopamina, il neurotrasmettitore che viene a mancare con l’insorgere della malattia.
In pratica le capsuline produrrebbero dopamina per un certo periodo, fino a riassorbirsi nell’organismo senza lasciare traccia alcuna.
Ovviamente un’idea semplicissima, ma di un’importanza e un innovazione senza precedenti.

Si riuscisse a replicare il sistema in modo esaustivo, realizzarlo su grande scala e valutarne gli effetti a lungo termine tramite trial clinico non mi sorprenderei se in un futuro neanche tanto lontano Ilaria potesse ambire ad uno dei premi Nobel.

In questi casi, pur essendo un modo alternativo a quello che si cerca di realizzare negli studi in cui sono coinvolto, non posso che sperare nella riuscita del suo studio pur essendo mia “concorrente”… in questi casi l’importante è arrivare ad una cura, per il bene dell’umanità.

Non mi resta che farle un “in bocca al lupo” sincero, nella speranza che lei sia di esempio per me in primis, ma anche per tutti i giovani ragazzi, aspiranti scienziati o i già ricercatori alle prime armi (come me), nell’insegnarci che anche con piccoli fondi ma supportati da volontà, costanza e grandi idee si può diventare Qualcuno anche in questo Paese che tanto sembra ostacolarci.

Saluti,

MMarans.

Finalmente riaperta “A Favore della Sperimentazione Animale”

Finalmente, dopo diversi giorni di appelli da parte di moltissimi utenti di Facebook, è stata riaperta la pagina “A Favore della Sperimentazione Animale“.

Infatti, il 5 luglio, la pagina era stata oscurata dal famoso social network dopo segnalazioni in massa da parte di gruppi estremisti animalisti, principalmente per nudità e pornografia.
Ovviamente, non vi è nulla di nudo o pornografico nella pagina, se non una foto di un Heterocephalus glaber, animale comunemente riconosciuto come “talpa nuda”.
Riporto per completezza uno screen dell’avviso qui sotto.

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La pagina, seguita da migliaia di persone, per lo più ricercatori e scienziofili, rappresenta uno spunto molto importante per far “aprire gli occhi” alle persone sulla ricerca medica, facendo emergere un quadro molto più rassicurante e veritiero di quello raccontato.
Nella ricerca medica, infatti, spesso di nota un comportamento molto strano: da una parte si vuole che i ricercatori scoprano cure in modo rapido e assolutamente efficace, dall’altro però non si vuole che si utilizzi la sperimentazione animale per realizzare una cura.
Purtroppo, senza dilungarmi troppo (in effetti vorrei fare un articolo proprio sulla sperimentazione animale a breve) non si può far ancora a meno della sperimentazione su cavie.
Cosa ancora più preoccupante sono le falsità e l’ipocrisia che si possono trovare girando per l’etere, come per esempio la storia che le case farmaceutiche stesse preferiscano la sperimentazione animale ad altri metodi perchè economicamente convenienti.
Ovviamente ciascuna persona dotata di una sana razionalità si può benissimo rendere conto che mantenere una cavia da laboratorio per sperimentazione in vivo sia estremamente più costoso di un esperimento in vitro o di qualsiasi modello di simulazione computerizzato.

Senza dilungarmi troppo, perchè come detto vorrei trattare la sperimentazione animale e la disinformazione dettata da gruppi estremisti animalisti in due post futuri, vi consiglio vivamente di visitare la pagina citata o direttamente il loro blog.

La pagina, che usa come immagine di profilo un raggiante Eric Kandel (Nobel per la medicina nel 2000 per gli studi su memoria e neuroni) con in mano la sua famosa lumaca,  pone come scopo la “difesa della sperimentazione animale esclusivamente a fini biomedici e nel rispetto della Direttiva Europea 2010/63/UE”, legge che regolarizza la sperimentazione in modo etico e limitando al massimo l’uso di cavie ai campi e nei casi in cui risulta indispensabile il loto utilizzo.
Inoltre, cito testualmente, “Nessuno qui difende la tortura o crede che gli animali debbano soffrire. Qui non ci sono sadici assassini. Noi difendiamo una sperimentazione sugli animali che sia etica, con l’anestesia quando necessaria e nel rispetto deu sacri principi delle 3R: Reduction, Refinement, Replacement.
Crediamo nella libertà di espressione e di ricerca e siamo aperti al dialogo, quando si tratta di un dialogo civile.
Speriamo anche noi che un giorno si possa fare a meno della sperimentazione animale, tuttavia sappiamo che quel giorno non è ancora arrivato: per ora la sperimentazione animale è ancora necessaria.
Infine, qui vige una regola: la razionalità. Non si può cedere a un mondo che ci vuole irrazionali, che censura chi pensa con la propria testa e preferisce la teoria del complotto alla realtà. La razionalità deve tornare a illuminare il mondo!”

Questo è proprio un punto fondamentale… la disinformazione che fa credere che noi ricercatori che ci occupiamo di ricerca medica (mi ci metto anche io che non la faccio direttamente ma creo gli “strumenti” per farla) siamo solamente dei sadici assassini che in qualche modo si divertono a far soffrire gli animali, oltre ad essere assurda, è veramente intrisa di un’ignoranza inaudita.

Nel caso, prima che scriva personalmente un articolo su sperimentazione animale e disinformazione animalista, qualcuno di voi sia interessato ad una breve spiegazione, vi rimando ad un interessantissimo articolo comparso sul loro blog: Le FAQ della Sperimentazione Animale.

Purtroppo, è notizia di questi ultimi giorni che si sta discutendo in parlamento un disegno di legge per eliminare la sperimentazione animale in Italia, facendoci regredire dai primi posti nella ricerca medica a gli ultimi in pochi istanti… spero vivamente che chi ha ideato questa modifica (non mi piace parlare di politica, ma è tutto partito dal M5S), se ne ravveda prima di fare un danno di dimensioni apocalittiche e con conseguenze che dureranno anni (mentre però si danno 3 milioni di euro a quel truffatore di Vannoni).

Con la speranza che almeno qualcuno dei dubbiosi e degli scettici si ravveda sull’opinione inerente la sperimentazione e sul fatto che (purtroppo) è ancora indispensabile vi lascio con una domanda… pensate veramente che questa sorridente ragazza in foto abbia la faccia da sadica assassina?

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Saluti,

MMarans.

Come scegliere i vostri nuovi prodotti elettronici in modo sicuro e facile?

So che potrebbe sembrare un po’ off-topic come articolo, ma quando ho cominciato ad ideare questo blog, la tecnologia doveva essere parte integrante, al pari della scienza pura… perciò eccomi qua a scrivere questo post!

Spesso ci troviamo in difficoltà quando dobbiamo scegliere un nuovo prodotto tecnologico da acquistare: notebook, componenti per computer desktop, cellulari, tablet, macchine fotografiche e tutti gli altri prodotti che ci servono o pensiamo ci possano servire nella vita di tutti i giorni.
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Come poter scegliere il giusto prodotto in una gamma così ampia di oggetti?
E dove poter acquistare a miglior prezzo?

Queste sono le domande a cui vorrei poter dare una risposta in questo articolo.
Ovviamente posso solo darvi le mie opinioni, non prendetele come oro colato… però possono essere utili come punto di partenza.

Innanzitutto una raccomandazione: diffidate di siti che non conoscete!
Un buon metodo, se volete proprio affidarvi ad un sito che non conoscete in cui avete trovato un’offerta irrinunciabile, è utilizzare il sito scamadviser.com. un sito specializzato nel controllo di possibili siti che offrono frodi in rete.
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Una percentuale vi indicherà quanto sia o meno affidabile un sito.
Proviamo per esempio a vedere cosa ci dice digitando questo blog… vi comparirà la pagina che vi posto qui sotto.
ImmagineCome vedete, per esempio, vi dice che questo blog è sicuro al 100%.
Potete provare con i siti che conoscete e vedrete che funziona veramente bene.

Come poter scegliere un prodotto quando non se ne conoscono le caratteristiche rilevanti?
Il primo consiglio che vi posso dare è uno solo: informarvi!
Inizialmente potete usare siti come Wikipedia, in modo da capire quali sono le caratteristiche importanti e quali no.
Altro modo utile e relativamente semplice è quello di vedere quali sono i siti che parlano prevalentemente di un tale prodotto (per esempio per i componenti elettronici da computer desktop vi consiglio HardwareUpgrade e Tom’sHardware), facendo attenzione a non prendere troppo sul serio le discussioni tra esaltati (presenti sempre su questi siti).
Diciamo che sono siti che da una parte sono formati da esperti del settore o ragazzi molto informati, ma dall’altro lato troverete sicuramente discorsi tecnologici che non vi interessano per l’uso che dovete fare delle vostre apparecchiature.

Una volta informati sui prodotti arrivate ad un punto fatidico, in cui la scelta si limita a tre, quattro prodotti simili tra loro.
Cosa fare a questo punto?
La cosa più semplice è usare un sito di comparazione. Personalmente utilizzo molto versus.com, sito fatto veramente bene che si occupa del confronto tra tablets, Fotocamere, televisioni, telefoni cellulari, e -readers, proiettori, schermi, lettore Mp3, Registratori, lavatrice, combo asciugatrice e lavatrice, asciugatrice, altoparlanti, Città, Cuffie, Apparecchi audio per cellulari, Apparecchi audio per Pc e Video Game, Scanner, videocamere, CPU´s.
Unica pecca il fatto di poter confrontare solo due prodotti alla volta.
Per esempio, confrontiamo il Samsung 4S e l’Iphone 5 (entrambi 64 GB).
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In questo caso per esempio vi scrive 26 motivi per scegliere il Samsung, e 13 per l’Apple.
Questo ovviamente non significa che il telefono coreano sia meglio di quello californiano. Dipende da quello che cercate.
E questo sito di dice proprio in modo semplice e diretto dove è meglio uno e dove invece è meglio l’altro.

Una volta che avete scelto il prodotto da comprare, dovete girare per cercare il miglior prezzo, in modo da non acquistare un prodotto con un prezzo gonfiato.
Dove vedere per non restare “fregati”?
Innanzitutto vedere sui volantini dei più importanti centri di vendita di prodotti elettronici può essere sicuramente un buon inizio.
Senza dubbio loro hanno la possibilità di mettere prezzi molto bassi in relazione alle offerte che vogliono fare nel periodo.
Quindi sotto a cercare sui vari Euronics, Trony, Mediaworld, Expert, Unieuro…
Dopo questo ovviamente anche dare un’occhiata su ebay e GoogleShopping può essere una buona idea, anche se non sono molto favorevole. Ovviamente controllate sempre i feedback per ebay e l’attendibilità dei siti di GoogleShopping.
Un sito che personalmente adoro per quanto riguarda l’acquisto dei prodotti è senza dubbio Amazon.
Prezzi bassissimi, tempi di consegna rapidissimi e spese di spedizione spesso nulle (per i clienti e i prodotti prime), ne fanno probabilmente il miglior sito su cui acquistare in Italia.

Ultimo, ma non banale, un paio di siti per i miei “compaesani” romani.
Sicuramente elettronicainofferta per cellulari e piccoli e grandi elettrodomestici, e RomaComputerCenter per i componenti da PC.
Consigliatissimi. Il primo ha prezzi veramente concorrenziali (ho acquistato un TV a 400€ di meno dei concorrenti) ma bisogna pagare con carta di credito e ritirare in magazzino (su via Anagnina), il secondo è probabilmente il più famoso negozio di computer della capitale, e ha prezzi molto concorrenziali ma soprattutto una assistenza senza precedenti: se avete un dubbio, loro lo sapranno risolvere.

Con questi consigli vi lascio.
Spero che ne facciate buon uso e che vi facilitino nell’acquisto dei vostri nuovi prodotti elettronici.

Saluti,

MMarans.

La Top 5 delle regole e delle leggi di Internet

Lo so… questo ha sempre avuto l’obiettivo di essere strettamente un blog scientifico, ma non posso non considerare l’informatica una scienza, e tra l’altro un articolo più leggero di tanto in tanto non mi dispiace.

Quindi oggi riporterò un articolo uscito nell’ottobre 2009 sul sito del Telegraph e scritto da Tom Chivers.
L’articolo completo lo potete trovare qui.

Tom Chivers, noto web-giornalista del Telegraph

Tom Chivers, noto web-giornalista del Telegraph

Ovviamente non mi esulo di aggiungere  o eliminare alcune leggi a mio piacimento, al fine di ottenere una lettura più coerente e piacevole.

1. Legge di Godwin

“Più una discussione su Internet si dilunga, più la possibilità di un paragone con Hitler o il nazismo in generale tende ad uno.”

E’ una versione online della celebre “Reductio ad Hitlerum”, espressione sulla falsa riga del latino che tende a sottolineare la assurda relazione tra “Hitler sostiene una tale cosa, per cui questa cosa è sbagliata”.
Spesso viene usata come argomento per attaccare in modo becero i vegetariani, o nelle discussioni tra credenti e non, tra l’altro in un sistema assurdo in cui ogni “fazione” assegna al dittatore tedesco il “credo” della controparte.

Mike Godwin

Mike Godwin

La legge fu enunciata nel 1990 da Mike Godwin, noto avvocato della Wikimedia, la fondazione che gestisce tutti i progetti wiki, tra cui la famosa enciclopedia online Wikipedia.

2. Legge di Poe

“Senza un sorriso ammiccante o altri atteggiamenti che ne chiariscano lo spirito umoristico, non è possibile creare una parodia del fondamentalismo che qualcuno non confonderebbe con il vero fondamentalismo.”

Apparentemente complessa da comprendere come legge, in realtà personalmente la ritengo una delle più profonde e riflessive.
Probabilmente la più importante legge di internet, soprattutto per far aprire le menti su fatto che non tutto quello che si legge online sia veritiero.

La legge fu annunciata da Nathan Poe su christianforums.com nel 2005. (Potete travare qui il post originale)
Inizialmente fu solo un modo per criticare il comportamento dei creazionisti nel creare prove a loro favore, cosa spesso usato contro loro stessi tramite creazioni di “false prove”.

Come si può facilmente immaginare, quindi, l’applicazione più importante per tale legge si ha nel campo religioso, ma non si esulano esempi in altri campi.
Altri esempi famosi sono per esempio la Teiera di Russel o lo Scherzo del DHMO.

In particolare, la Teiera di Russel è una tesi contro l’esistenza di un dio, una sorta di “presa in giro” della tesi a favore dei credenti.
Per completezza la riporto qui sotto come tradotta da Wikipedia:

“Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente. ”

TeieraRussel

Quando invece si parla della “truffa” del DHMO, si intende uno scherzo innocente nato nel primo decennio del ventunesimo secolo, e diffuso rapidamente in rete, che tende a far bandire il DHMO (MonOssido di DiIdrogeno).
Per chiunque conosca un po’ di chimica risulterà ovvio e immediato che il DHMO non è altro che il nome IUPAC dell’acqua.
Vengono, a favore del divieto di vendita e assunzione della sostanza, riportata gli effetti collaterali dell’uso improprio:

  • Il DHMO uccide se inalato, anche in piccole quantità.
  • Il DHMO allo stato solido può danneggiare i tessuti biologici.
  • Ingerire troppo DHMO può causare una serie di effetti sgradevoli, anche se non letali.
  • Il DHMO contribuisce al fenomeno delle piogge acide.
  • Il DHMO allo stato gassoso è può provocare gravi ustioni.
  • Il DHMO è tra le principali cause dell’erosione del suolo.
  • Il DHMO è in grado di corrodere ed ossidare diversi metalli.
  • Il DHMO, se si deposita su componenti elettronici e circuiti elettrici, ne provoca il cortocircuito.
  • Il DHMO può ridurre di molto l’efficienza dei freni delle auto.
  • Il DHMO viene regolarmente rilevato nelle biopsie di tumori pre-cancerosi e di diversi tipi di lesioni.
  • Il DHMO viene ampiamente usato negli impianti di produzione dell’energia nucleare.

Per capire l’importanza di tale “bufala”, basta pensare che nella conferenza sul clima tenuta a Cancun nel 2010, alcuni delegati dell’ONU firmarono una petizione per il bando della pericolosa sostanza!

Qui sopra potete vedere il video con le persone (tra cui i delegati dell’ONU) che firmano la petizione.

3. Legge di Scopie

“In ogni discussione che coinvolge la scienza o la medicina, citando Whale.to come una fonte l’argomento perde credibilità immediatamente, e l’unica conseguenza è una grossa risata.”

Il senso della legge è proprio una delle cose più dibattute e controverse di internet… la gestione delle fonti.
Infatti, Whale.to è un famoso sito complottista che racchiude tutte le più grandi teorie del complotto e bufale mediatiche che sono state “messe in giro” nella storia dell’uomo. Ovviamente non lo fa per criticarle, ma per sorreggerle, in una spirale di complotti ed persecuzioni inesistenti.
Basti pensare che il motto del sito è “L’autorità non è la verità, la Verità è l’autorità”.
La legge fu enunciata per la prima volta da Rich Scopie sul sito badscience.net.
Qui trovate il post originale.

Questo ovviamente non è solo ristretto a whale.to, ma estendibile ad ogni fonte non attendibile rispetto al campo di discussione.

4. Legge di Skitt

“Qualsiasi messaggio di risposta inviato solo per correggere errori grammaticali, avrà una probabilità elevatissima di contenerne a sua volta”.

In realtà altro non è che una versione adattata di una nota legge di Murphy.
“Ogni commento o risposta atta alla correzzione di un errore, conterrà a sua volta almeno un erore.”
E’ inoltre una legge che spesso viene usata per far capire l’importanza della Netiquette.

Fu usata per la prima volta da Bryan Lord, sotto lo pseudonimo di Skitt, da cui il nome.

Chiunque frequenta forum o community, ha ben presente cosa intende far capire la legge…

5. Legge di Pommer e dell’esclamazione.

“La mente di una persona può cambiare leggendo informazioni su internet. La natura del cambiamento solitamente è racchiusa dal passare a non avere un’opinione ad averne una sbagliata”.

Enunciata da Rob Pommer su rationawiki.com, rende l’idea di come vadano prese “con il giusto dubbio” le informazioni su internet.

Altra legge sul genere è la famosa legge dell’esclamazione:
“Più è elevato il numero di punti esclamativi in una frase, maggiore è la probabilità che essa sia falsa o esagerata.”
Spesso viene anche riletta usando al posto dei punti esclamativi l’abitudine ad usare le lettere maiuscole o parole contratte.
In tal senso non posso non segnalarvi un “traduttore” che ha il compito di rendere ogni vostra frase esattamente come enunciato dalla legge di Pommer e affini.

 

Spero che l’articolo vi sia piaciuto, e che userete le leggi enunciate per migliorare la vostra esperienza online e avere più cura di valutare cosa leggete online.

Saluti,

MMarans.

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