Intervista a Pier Giovanni Capellino, presidente di Almo Nature

Il momento è finalmente giunto.
Dopo vari articoli e un lungo scambio di e-mail con Paola Canepa di Almo Nature (che ringrazio per aver reso possibile tutto questo), finalmente vi presento l’intervista fatta a Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature.

22525276_LOGO_ALMO_2011Come sapere mi sono fortemente “battuto” contro lo spot a favore di Stop-Vivisection fatto dalla stessa azienda genovese con una serie di articoli che trovate nella Home del blog.
Durante la discussione (sempre civile) con Almo abbiamo deciso che forse il modo per capire meglio la loro posizione non poteva che essere un’intervista con il loro Presidente. Il 18 ottobre ho fatto l’intervista via Skype e vi riporto qui sotto le risposte del Presidente.

Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature

Pier Giovanni Capellino, Presidente di Almo Nature

Sono tre le cose che vorrei fare prima di mettervi l’intervista in forma scritta e il video.
Innanzitutto vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato in questa piccola impresa.
Cominciando proprio dallo stesso Pier Giovanni Capellino per il tempo che mi ha concesso e la disponibilità a rispondere a tutte le domande che gli ho fatto e Paola Canepa della stessa Almo per aver organizzato il tutto. Inoltre vorrei ringraziare pubblicamente i giornalisti Marco Cattaneo (direttore de Le Scienze) e Chiara Ferraro per l’aiuto e i consigli che mi hanno dato, oltre che al mio collega Frax per avermi fatto da consigliere nei (frequenti) momenti di dubbio e tutti i miei colleghi per avermi permesso di fare l’intervista nel nostro (popoloso) ufficio.
Inoltre per lo spazio concessami ringrazio A Favore della Sperimentazione Animale, Dibattito Scienza, In Difesa della Sperimentazione Animale e Pro-Test Italia per avermi permesso di chiedere consiglio su quali domande fare, ed in particolare a Stefano Sezzi, Nicola Scardina, Electra Brunialti, Piero Tagliapietra, Giada Rossi, Franz Uelli, Antonio Catani, Everett Ducklair, Andrea Loro, Marco Messine e Giovanni Perini per le domande (spero di non aver dimenticato nessuno).
Come seconda cosa vorrei sottolineare il fatto che l’intervista è stata fatta da me, che non sono propriamente un giornalista scientifico, anzi.Infatti chi mi conosce sa quanto sono in difficoltà davanti alle persone che non conosco, e mi troverete imbarazzato e balbettante più di una volta. Per mantenere l’opinione che avete (non troppo alta tra l’altro) di me vi consiglio di non vedere il video.
Ultima cosa vorrei fare una considerazione sull’intervista in generale. Ciò che ho potuto osservare è che sono ben consapevoli che la cosa possa essere presa come una mossa di marketing, ma allo stesso tempo sono sicuro ora più che mai che sono sinceri e in “buona fede”.
Credono realmente in quello che fanno, e non vedo l’ora di vedere gli sviluppi della situazione. L’impressione che ho avuto è quella di aver davanti si un “avversario”, ma del genere leale e con cui si può fare una discussione. Anche se non comprendo la loro posizione capisco che dal punto di vista etico la cosa si possa accettare, non capisco però fino a che punto si possa spingere questa eticità quando si tratta di salvare la vita a delle persone, in particolare a dei bambini. L’impressione che ho avuto è stata quella di una persona che sa di chiedere qualcosa che attualmente non è pensabile, ma con la volontà di aprire un dibattito costruttivo sull’argomento, magari per portare non all’eliminazione, ma magari alla riduzione della Sperimentazione dove non necessaria.

Ecco di seguito, come promesso, l’intervista.

Ci può parlare brevemente di lei?
Il mio nome e’ Pier Giovanni Capellino e ho la fortuna, il piacere e l’onore di guidare Almo Nature, un’Azienda fatta da persone che puntano tutto sulla loro intelligenza, e che probabilmente, da un punto professionale, commette meno errori dei concorrenti, anche se ovviamente non siamo perfetti.

Come nasce l’idea di spalleggiare Stop-Vivisection?
Tutto nasce da un’idea che mi appartiene e che coltivavo da tanto tempo, anche se poi bisogna incontrare l’occasione giusta per poterla concretizzare, ricordando sempre che come Azienda non può sposare in senso assoluto delle cause come se fosse un movimento. Quando si è presentata questa opportunità, ho pensato che potesse essere innovativo il fatto che un’Azienda si esprima: usciamo dalle ipocrisie del silenzio, diciamo agli altri chi siamo qualcosa che va oltre il Pet Food.
Il nostro “Almore” non è solo filantropia verso gli animali ma è anche idee, ed in questo caso è un principio etico di rispetto della vita.

Non crede che un consumatore più critico possa veder questa solo come una mossa di marketing per incrementare le vendite?
Potrebbe anche essere, non credo sia illegittimo. Credo però che ci chi conosce nel tempo capirà che sono posizioni sincere, ne assumeremo altre in futuro magari meno spettacolari, ma tutto questo rientra assolutamente nel nostro modo di pensare.
Ovviamente ci tengo a precisare che parliamo di test sugli animali e non di vivisezione, però i promotori hanno dato questo nome e quindi non sta a noi entrare nel merito se sia totalmente corretto o no, noi abbiamo semplicemente appoggiato questa sensibilità.
Poi ognuno può farsi una sua opinione, fino a che viene espressa in maniera educata noi la rispettiamo.

Ipotizziamo che di colpo si bloccasse la Sperimentazione Animale.
Come crede che reagirebbe il sistema senza farmaci o terapie non solo nel campo umano, ma anche e soprattutto in quello veterinario?
Non credo che ci possano essere delle rivoluzioni in questo senso.
Il contributo che si vuole dare è quello di aprire un dibattito, non entro nei dettagli perché non essendo un uomo di scienza non voglio arrogarmi il diritto di parlare di argomenti di cui altri sanno parlare meglio di me.
Apro solo una parentesi in questo senso. Abbiamo ospitato sul nostro blog le opinioni più svariate, proprio perché questo fosse un contributo al di là delle posizioni. Il nostro intento è quello di testimoniare un modo diverso di pensare al di là delle critiche che ci sono state portate.
E’ chiaro che se ci sarà un giorno un modo di questo tipo ci saranno tante cose diverse, non solo sarà cessata la Sperimentazione sugli Animali, ma probabilmente vivremo in un mondo senza guerre. Nel momento in cui si arriverà alla cessazione delle violenze sugli animali, ben prima si sarà capito che ogni forma di violenza è inutile. E siamo ben lontani da ciò.

Considerando il fatto che ci sono già stati in passato episodi violenti contro strutture e persone, non crede che il vostro spot possa alimentare un dissenso non pacifico?
Il nostro spot lo possono vedere anche i bambini, è stato ideato senza dimensione di provocazione. E’ uno spot e non un trattato di filosofia, in trenta secondi bisogna comunicare un messaggio.
Tutto il lavoro che è stato fatto in favore del blog, mostra come la volontà di Almo Nature è presente e ben precisa. Pensare che il nostro spot contribuisca alla violenza è assurdo, se poi c’è qualche malato mentale…

Ciò che ho potuto osservare è che mentre all’inizio ci sono state grandi proteste, e in queste mi ci metto pure io, c’è stata da parte vostra una parziale apertura verso il mondo degli sperimentatori con diverse interviste , come per esempio quella a Pro-Test Italia.
Come mai questo processo non è stato antecedente la presa di posizione che avete assunto?
L’intervista a Pro-Test era prevista nel piano editoriale già dall’inizio, ed il piano editoriale era stato pubblicato fin da subito, anche perché sono sempre dell’opinione che prima di giudicare e farsi un’opinione bisogna documentarsi.
Tutte quelle critiche, anche verbalmente violente, che abbiamo ricevuto non erano neanche ben costruite. Almo Nature vende carne di altri animali per animali che sono carnivori, ma tutto questo fa parte di un bisogno primario che non abbiamo certo stabilito noi.
Più corretto sarebbe stato prendere una posizione contraria contro tutta l’industria del “Pet Food”, ma prendere posizione contro Almo Nature solo perché esprime una idea è come se io prendessi posizione contro di lei o contro il suo laboratorio per protestare contro la sperimentazione.

Più che altro si parla di numeri che non sono confrontabili.
Per esempio in un anno in Italia vengono usate 800.000 cavie (di cui 720.000 topi), mentre immagino che nel suo campo i numeri siano enormemente più alti.
Come accennato in precedenza la sua posizione può essere legittima, però bisogna parlare di tutta l’industria della macellazione degli animali. Diversamente credo che la forza dell’argomento decada e sia da associare magari più a forme di “tifo”, per cui tutto ciò che sta dall’altra parte non va bene.
Le dico sinceramente, visto che lei ha parlato di un mondo senza sperimentazione. Dal mio punto di vista se domani il “Pet Food” diventasse illegale io sarei favorevole. Oggi le regole sono queste.
Ognuno di noi partecipa nella vita a questo gioco, sottostando ad un’economia che ha i suoi pregi e i suoi difetti.
In questo momento storico ci sono delle contraddizioni, e penso che parlarne non debba mai spaventare nessuno

Alcuni degli additivi che voi usate sono stati testati sugli animali? Avete limitato l’uso di questi?
Esistono delle leggi e ognuno è costretto a sottostare a queste leggi, ma se additivi sono stati sperimentati questo è successo in passato. Questo tipo di discussione deve essere posta in prospettiva, considerando cosa facciamo per superare le rispettive discussioni.
Penso che la cosa importante sarebbe quella di non arroccarci e di capire che entrambi teniamo al bene degli esseri viventi e della Natura. Io credo che questo sia il vero spirito e che obiettivo di questa campagna.

Nel 2011 è stata effettuata una ricerca da Nature (Nature 470 pag.452) sulla Sperimentazione Animale, in cui risulta che per quasi l’unanimità degli scienziati la Sperimentazione Animale è (purtroppo) indispensabile. Secondo lei quali potrebbero essere i metodi alternativi da usare?
La Sperimentazione Animale appartiene ad un mondo su cui convergono grandi interessi economici. Io penso che se si cominciasse a guardare in altre direzioni e se i metodi alternativi beneficiassero di tutto quel denaro che affluisce sui test sugli animali probabilmente le cose avrebbero dei risultati diversi.
Stiamo giocando una partita su cui su un tavolo c’è 95 e dall’altro 5 come risorsa finanziaria. Aggiungiamo anche che c’è un sistema che pensa in maniera monolitica attorno a determinati valori e non vuole neanche discuterne troppo, anche se proprio all’interno del “vostro mondo” ci sono delle voci scientifiche, come la Dott.ssa Penco per esempio che ha una posizione molto critica sulla SA. Io direi che noi abbiamo le nostre contraddizioni ma anche voi avete le vostre e potrebbe essere utile se anziché arroccarvi cominciaste anche voi a riflettere, anche perché fondamentale nella costruzione di un corretto pensiero scientifico.

In conclusione credo di parlare a nome dell’intera Comunità Scientifica quando dico che dobbiamo e vogliamo cercare di non avere più necessità della Sperimentazione Animale.
Crede che la vostra proposta possa agevolare questo passaggio?
Non lo so, però vi posso dire che abbiamo lanciato un sasso nello stagno.
Sono un sostenitore del fatto che prima di tutto bisogna cominciare da se stessi e già dal 2014 daremo una dimostrazione di coerenza appoggiando diverse iniziative volte alla ricerca di metodi alternativi. Abbiamo già cominciato un processo di preselezione e appoggeremo in maniera concreta lo studio dei metodi che non utilizzino la sperimentazione animale.
Il mio auspicio è quello di continuare coerentemente ad esprimere questa posizione.
Siamo in “buona fede umana” con i limiti che questa presente e siccome siamo attivi in questo porteremo avanti questa forma di coerenza anche attraverso altre forme di “Almore” che magari susciteranno meno scalpore ma saranno sempre utili dal nostro punto di vista.

Vuole dire un’ultima cosa prima di salutarci?
Come ultima cosa vorrei fare il mio personale saluto a tutti i ricercatori, anche se può sembrare paradossale, perchè penso che sia tempo per tutti di cominciare a riflettere per avviarci verso qualcosa di nuovo.
Tralasciando la ricerca sugli animali, ma anche parlando di ricerca in generale, così tanto bistrattata in Italia.
Io penso che dovrete pensare a qualcosa di nuovo perché non da questo punto di vista non si può contare sui politici.
Fate come noi, contate sulle vostre forze e vedrete che potrete fare delle cose interessanti.
Noi cominceremo nel 2014 e se lei e gli altri ragazzi che leggeranno l’articolo ci vorranno seguire magari potremmo risentirci a febbraio per degli aggiornamenti.

Saluti,

MMarans.

Annunci

Pubblicato il 24 ottobre 2013, in Uncategorized con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 13 commenti.

  1. L’ha ribloggato su laVoceIdealista.

  2. Bravo MMarans, bell’intervista. Mi dispiace solo leggere il qualunquismo, la totale disinformazione e impreparazione di Capellino (è vegano per caso?No perchè se va bene uccidere animali per nutrirne altri carnivori – ma ricordo che nessuno ci obbliga a prendere con noi un cane ed un gatto e quindi si potrebbe tranquillamente fare a meno del pet food se si vuole tanto bene agli animali – e lui può scegliere, per coerenza dovrebbe essere vegano). Fondamentalmente ha risposto con del fumo negli occhi e nessun fatto concreto, nessuna fonte certa di informazioni (mi cita la Penco che lavora con siero fetale bovino e cellule di epatoma di ratto…andiamo bene). Molte altre domande sarebbero da porgli, a partire dall’assurdità del discorso che se gli additivi che utilizzano sono stati testati in passato va bene…beh, coerenza portami via.

    Concludo dicendo che la sua totale ignoranza nel campo della sperimentazione animale è indice del fatto che la manovra di Almo è esclusivamente un discorso di marketing puro, semplice e irresponsabile. Una persona che esordisce dicendo: ” un’Azienda fatta da persone che puntano tutto sulla loro intelligenza, e che probabilmente, da un punto professionale, commette meno errori dei concorrenti, anche se ovviamente non siamo perfetti.” e poi crea e mette in onda uno spot “contro la vivisezione” e glissa su domande veramente importanti scadendo nel nulla cosmico…beh, che dire.

    Ad ogni modo, visto che afferma che “Dal mio punto di vista se domani il “Pet Food” diventasse illegale io sarei favorevole. Oggi le regole sono queste.”, perchè non comincia chiudendo la sua azienda ed andando a zappare i campi in armonia con la natura?Un piccoloo passo per Capellino, un inizio per vietare la produzione del pet food!!!

  3. L’ha ribloggato su In Difesa della Sperimentazione Animalee ha commentato:
    intervista interessante! (BO)

  4. Ritengo che, a parte l’impegno di finanziare (sempre che con ‘già dal 2014 daremo una dimostrazione di coerenza appoggiando diverse iniziative volte alla ricerca di metodi alternativi’ intenda FINANZIARE e non dare appoggio morale) la ricerca di metodi alternativi, tutto il resto mi sembra un po’ approssimativo, e alcune volte paradossale (additivi testati nel passato vanno bene; l’azienda del pet food per animali carnivori è necessaria ecc. tutte cose abbastanza discutibili). E trovo ridicolo il passaggio in cui si lamenta perché la gente attacca Almo e non le altre aziende del settore, quando è palese che non li stiamo attaccando per il lavoro che fanno (il mio onnivorissimo cane mangia la carne prodotta da Purina, tanto per intenderci e se non ci fossero queste aziende mangerebbe la stesa carne che mangio io. Semplicemente comprando un prodotto già pronto e dosato, mi risparmiano la ‘fatica’) ma per il fatto che sono un pochino ipocriti.

  5. L’ha ribloggato su Cavolate in libertàe ha commentato:
    Mi sembra una supercazzola per giustificare quella che, credo, sia solo una cinica campagna di marketing mirata a costruire, presso i potenziali clienti il buon nome dell’azienda. Mi ha colpito soprattutto la risposta riguardo all’uso di additivi, la solite scuse che lo impone la legge e che oramai gli esperimenti son stati fatti.

  6. Elivet L. Rogers

    Ciao MM u.u

    Ottimo articolo, interessante. Però in un certo senso ha rafforzato la mia opinione(negativa) di quell’azienda.
    Innanzitutto c’è il fatto che la raccolta firme propagandata dalle associazioni animaliste è volta a far passare un emendamento che modificherebbe una legge da loro stessa proposta e sulla quale si sono dichiarati soddisfatti. Vero che su questo Almo Nature non c’entra, però se fossi stata in loro sicuramente mi sarei informata un po’ di più a riguardo.

    Seconda cosa: ho notato che spesso e volentieri le campagne animaliste si basano sulle regole del cattivo giornalismo, ovvero sensazionalismo a palate, parlando di cose poco chiare, spesso e volentieri scambiano roma per toma… E lo spot di Almo Nature rientra in questo. Evidentemente è costruito per provocare immediate emozioni a chi lo guarda. Se io volessi favorire un dibattito evito di mettere immagini simili che porteranno sicuramente la gente a stare da una parte piuttosto che un’altra. Poi, soprattutto, se si vuole mantenere una posizione equa, perché invitare a firmare una petizione online senza alcun valore giuridico e che comunque non risulta trasparente a livello organizzativo?
    No, non la bevo.

    Terzo(punto un po’ polemico): perché non si è schierato anche contro disinfestazioni varie e\o altre pratiche dove è contemplata la morte dell’animale? Il decesso di questi animali avviene in una maniera lenta e dolorosa. Perché non ho ancora visto nessuno protestare e fare petizioni contro queste pratiche? Perché nessuno ha ancora fatto irruzione in un negozio dove si offrono questo tipo di servizi? Salverebbe più animali che quel famoso emendamento.
    Anche la storia degli “interessi economici dietro la S:A.”. Fa sorridere l’ingenuità dietro questa affermazione. E detto da una diciassettenne qualunque, beh, è grave.

    Quarto: non credo sia cosciente delle motivazioni che stanno dietro alle critiche. E questo è un guaio. Quando si dice”Vi mettete contro la S.A. ma voi stessi uccidete animali” l’obiettivo non è costringere a un’alimentazione vegana gli animali domestici, ma sottolineare il loro punto di vista che risulta molto, ma MOLTO incoerente. Specie con quella risposta ” se si abolisse il pet food io sarei favorevole”. E allora come ci è arrivato ai vertici di una multinazionale di prodotti per animali? Se io sono contro qualcosa non lo faccio diventare il mio lavoro. Anche questo è abbastanza incoerente.

    Controsensi, controsensi ovunque.
    Tanti. Troppi in ogni caso per i miei gusti.
    Anche io penso che abbiano fatto tutto questo per marketing. Hanno trovato il target perfetto per sponsorizzarsi, sono loro stessi poco informati riguardo al dibattito che in teoria vogliono aprire, e quello spot pubblicitario è fuorviante, sbagliato concettualmente. O sono ingenui, ma tanto ingenui, o più probabilmente è, appunto, l’ennesima strategia commerciale dal contenuto discutibile.

    Chiudo qui, il post è già di per sé troppo lungo.
    Ri-ciao MM. e al prossimo articolo. (Anche se non commento ti leggo, sappilo u.u)

  7. Pessima intervista, parlo di chi poneva le domande, porca miseria. Come si sono potuti lasciare passare certi messaggi senza inchiodarlo alle sue stupidaggini? Porca puttana vi siete fatti infonocchiare da uno spacciatore di fumo condito con nulla cosmico.

    • Potevi sempre farla tu.. basta metterti d’accordo con la Almo e farci vedere di che pasta sei fatta.
      Altro che quell’incompetente che ha fatto le domande… io gli leverei anche la laurea a quell’assassino imbecille!!!

  8. Pier Giovanni Capellino sostiene Stop-Vivisection – da una parte – e – dall’altra parte – guida Almo Nature, un’Azienda di Pet Food, cioè un’Azienda che prevede la macellazione di animali e poi sostiene che il loro “Almore” è un principio etico di rispetto della vita animale.

    Quindi Pier Giovanni Capellino si attiva direttamente all’ammazzamento di animali per trasformarle in scatolette di cibo per altri animali – da una parte – e – dall’altra parte – si attiva a vietare la sperimentazione animale.

    Agli occhi del sottoscritto pare una manifestazione di ipocrisia megalattica.

    Personalmente sarei molto più favorevole ad abolire gli animali di compagnia carnivori, in modo da poter abolire totalmente le aziende di Pet Food che producono scatolette di carne.

    Occhio: non sto scherzando e non ho alcuna intenzione di rivalsa contro Almo Nature o contro Pier Giovanni Capellino.

    Semplicemente la mia gerarchia valoriale rispetto all’utilizzo di animali da perte dell’uomo è completamente diverso da quello di Pier Giovanni Capellino.

    Ammettiamo che la sensibilità dell’Umanità persista in un percorso etico di abbandono di ogni sfruttamento animale. A parte alcune perplessità su cui non mi soffermo, il sottoscritto ritiene che l’ultimissima tappa di questo percorso etico sarebbe l’abbandono dell’uso degli animali nei laboratori scientifici.

    Parto dal presupposto che non si possa pretendere un istantaneo capovolgimento integrale a 360^ di una sensibilità umana plurimillenaria che affonda letteralmente nella notte dei tempi.

    Parto quindi dal presupposto che gli animalisti come Pier Giovanni Capellino sostengano un percorso etico, rappresentato dal perseguimento e raggiungimento di una serie di tappe e che come traguardo finale vi sia l’abbandono di ogni sfruttamento animale.

    In questo percorso etico si può immaginare che l’essere umano possa, come – ad esempio – prima tappa, abbandonare il mangiare carne, perché si può certamente vivere, senza mangiar carne.

    Oppure come prima tappa o come seconda tappa si può abbandonare l’utilizzo di animali per il nostro vestiario, perché si può vivere senza pellicce, senza cinghie e scarpe di cuoio, e anche senza poltrone e divani di pelle.

    Oppure, come prima o seconda o terza tappa si potrebbe proibire l’uso degli animali per nostro divertimento e tra l’altro si può vivere senza zoo e circhi.

    Certamente si può certamente fare a meno, come ho già detto, anche dei pets (se poi le aziende di Pet Food chiudono i battenti, ciò deve essere visto con giubilo, perché in quel modo si chiuderanno anche le macellerie che, ammazzando animali, forniscono la materia prima per le aziende “sanguinarie” come quella di Pier Giovanni Capellino).

    Come prima tappa, potrebbe – in primis – essere proibito proprio l’impiego crudele degli animali e sovviene il foie gras o certi modi di cucinare aragoste e lumache, immerse vive nell’acqua bollente.

    Come prima o seconda o terza o quarta tappa, potrebbe essere quella di abolire pesca e caccia, perché si può vivere senza caccia e pesca, così come si può vivere senza “depredare” il latte delle mucche, le uova delle galline, il miele delle api, il caviale degli storioni, ecc. ecc.

    Ma abbandonare l’utilizzo degli animali nella ricerca scientifica è – ai miei occhi – infinitamente più grave. E mi meraviglio sinceramente che gli animalisti, soprattutto – in tutta franchezza – se laureati in medicina e chirurgia, non riescano a capirlo.

    Se in prossimo futuro – come gli animalisti auspicano – si arriverà ad abbandonare completamente l’utilizzo degli animali per i nostri bisogni, la “ultimissima tappa” di questo percorso etico di abbandono di ogni sfruttamento animale dovrebbe essere l’abbandono dei modelli animali nell’ambito delle sperimentazioni scientifiche.

    L’utilizzo dei modelli animali nell’ambito delle sperimentazioni scientifiche è indubbiamente l’impiego degli animali di gran lunga moralmente, eticamente più elevato, ovverosia dovrebbe essere – dal punto di vista degli animalisti – il meno inaccettabile.

    L’utilizzo dei modelli animali nell’ambito delle sperimentazioni scientifiche è indubbiamente l’impiego degli animali di gran lunga eticamente più elevato (o meno inaccettabile) perché non si parla di un impiego per divertimento (circhi, zoo, ecc.), per mangiare (si può vivere da vegani), per vestirsi (vi sono fibre naturali [ad esempio, cotone] e artificiali che possono vestirci senza problemi), per compagnia (forse accettabili canarini e conigli, che non necessitano di aziende di Pet Food che abbiano alle spalle macelli per animali) ma si parla di un impiego finalizzato alla Conoscenza, al Sapere, alla Scienza. Ciò dovrebbe di gran lunga essere già sufficiente e bastante, ma – ad abundantiam – si ricorda che l’utilizzo degli animali nella sperimentazione scientifica fa riferimento allo studio delle malattie e delle relative cure che possono colpire potenzialmente ognuno di noi.

    Se – ad esempio – oggigiorno la diagnosi di diabete mellito non equivale a una diagnosi di morte certa, ciò è dovuto agli studi di Banting e Best sui cani.

    Dal punto di vista degli animalisti, anche l’impiego di animali nella sperimentazioni scientifiche è inaccettabile, ma se gli animalisti devono concentrare i propri sforzi su una “liberazione animale”, è mai possibile che diano tanta enfasi proprio sull’impiego degli animali più significativo e importante?

    Il fatto che, invece, appaia non come “ultimissima tappa”, ma come “prima tappa” di questo percorso, non può – ahimè! – non farmi pensare che a un profondo analfabetismo scientifico, che finisce per inficiare anche qualsiasi parte “nobile” della proposta degli animalisti come Pier Giovanni Capellino.

  1. Pingback: Un’interazione poco conosciuta: parliamo dei Bieccitoni. | SempliceMenteScienza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

worldsoutsidereality

«Scientific journalism is too important to be left to journalists» Richard Dawkins

Cavolate in libertà

Nessuna opera che non abbia un carattere goliardico può essere un capolavoro.

Pianeta Musica

"Nulla più della musica ha il poter di evocare un’atmosfera, di accendere un ricordo, di far rivivere un attimo con intensità. Un frammento di musica, può giungerci all’improvviso, cosi come un profumo, mentre camminiamo per strada, e subito un’ondata di ricordi e emozioni si rovescia su di noi. La musica infatti, ci accompagna in ogni momento e in ogni età, costituisce la colonna sonora del film che è la vita."

Il Ragno

Pensieri di una femminista razionalista

Misiòt!

Di tutto un po'...

Bicocca ERP lab

Cognitive Electrophysiology Lab - University of Milan-Bicocca

profnatale

informatica....mente

Baker Street Boy

Il mare è il cimitero del castello d'If

il pianeta delle scimmie

scienza, ambiente, energia, tecnologia

Lampadinaccesa

Blog Scientifico

La Scienza spiegata... SempliceMente!!!

IlaInn

Conoscere il Cosmetico : è un Dovere!

SempliceMenteScienza

La Scienza spiegata... SempliceMente!!!

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: