Il caso Stamina: bufala o metodo rivoluzionario?

E’ tanto che non scrivo, ma purtroppo gli impegni lavorativi mi stanno veramente sommergendo.
Ho tanti articoli in mente… il problema è solo trovare il tempo!

Oggi voglio parlare di un caso che mi ha subito fatto sorgere dei dubbi, e che personalmente ha aperto un caso che personalmente era, ed è tutt’ora, evitabile.
Voglio parlare del famoso (oramai) metodo Stamina, realizzato dalla Stamina Foundation agli Spedali Civili di Brescia.
Il coordinatore e fondatore della associazione è il ben noto Davide Vannoni, diventato per lo più famoso dopo alcuni servizi realizzati dalla “Iena” Giulio Golia.
Per i pochi che non fossero a conoscenza della tematica, vi lascio il link qui sotto.

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/379039/golia-salvare-la-vita-con-le-staminali.html

Riassumendo, Davide Vannoni gestisce una associazione che tramite cure compassionevoli (cioè cure sperimentali non ancora clinicamente testate), sta cercando di salvare delle vite a degli innocenti bambini affetti da gravi disturbi neurologici.

Fin qui il Prof. Vannoni sembra veramente un santone, un vero e proprio salvatore della patria, soprattutto guardando lo strappalacrime servizio delle “Iene”.
Purtroppo la realtà non è quella descritta dall’inviato Giulio Golia, o almeno è così solo in parte.
Non gliene facciamo una colpa, al povero Golia, se non nel fatto di non essersi informato a dovere con Esperti (con la E maiuscola) del settore prima di trarre conclusioni.
Per quanto inizialmente le cure per i piccoli pazienti erano leciti e non dannosi, si è arrivati a creare un pericoloso precedente giuridico.
Ora, io non sto qui a dire che sia o meno giusto adottare cure compassionevoli su pazienti oramai terminali o senza via di scampo, per di più così piccoli, ma il vero pericolo è prendere i risultati di una cura del genere come reali.
Infatti, le cure compassionevoli possono essere somministrate in questi casi, ma non possono e non devono essere prese in considerazione come risultati dei test, proprio perchè somministrati a pazienti molto malati, che per esperienza medica spesso non risentono di molti effetti collaterali perchè malati, senza considerare oltretutto il problema del tempo minimo dei test clinici.

La piccola Sofia con la mamma

La piccola Sofia con la mamma

Se le stranezze finissero qui, in fondo sarebbero trascurabili rispetto al bene che si potrebbe compiere con il metodo.
Ma purtroppo quella che sembra una cura miracolosa, ad un occhio attento si rivela come una vera truffa.

Il "Dottore" Davide Vannoni

Il “Dottore” Davide Vannoni

Cominciamo innanzitutto con l’analizzare il capo del progetto, il misterioso Prof. Vannoni.
La cosa che sconvolge, appena si trovano notizie su questo professore, è che è si un professore, ma di psicologia della comunicazione!
Niente laurea in medicina o biologia, ma una laurea in lettere, che lo rende poco appetibile come medico.
In effetti, non si può chiamare medico un letterato.
Tra l’altro, tutti questi anni di studi, hanno prodotto allo psicologo Vannoni due pubblicazioni.
Voi penserete “sicuramente sul mirabolante metodo Stamina!” .. e invece no!
Le pubblicazioni sono di architettura. Tutto questo mette ombra sull’operato del sedicente capo della Fondazione.
Oltretutto Vannoni non è nuovo a queste cose, visto che aveva fatto un miracoloso studio simile per il Parkinson a Torino, poi bloccato, come si può leggere in un articolo de La Stampa.

Quando infine ha esortato le istituzioni a non controllare i laboratori, allora la cosa ha cominciato veramente a suonare strana..

La Stamina Foundation, associazione "onlus" di Vannoni

La Stamina Foundation, associazione “onlus” di Vannoni

Ovviamente quando i controlli dei NAS e dell’AIFA sono entrati in campo, non hanno potuto far altro che chiudere i laboratori, visto che non erano idonei al trattamento di cellule staminali.
La cosa è stata fatta passare come una sorta di volere della casta delle case farmaceutiche, intimorite dalla brillantezza dell’innovativo metodo.

Un’altra cosa strana era proprio insita nel metodo stesso. Infatti usava Cellule Staminali Mesenchimali (CSM), ovvero delle cellule staminali pluripotenti, destinate a divenire tessuto connettivo, ma NON neurologico!
Praticamente una cosa assurda… visto che venivano iniettate nel cervello.
La cosa sarebbe stata logica con cellule staminali totipotenti (che possono divenire ogni cellula, anche neuronale), ma ovviamente non con cellule destinate a trasformarsi in ossa o cartilagine o altro tessuto connettivo, come si può vedere nella figura sottostante.

Differenziazione delle CSM

Differenziazione delle CSM

Fatto sta che, come si dice, tre indizi fanno una prova!

Ma forse è solo una mia impressione, magari ci sono veramente spinte dalle caste del farmaco.
Se fosse così, un premio Nobel per lo studio sulle cellule staminali, tra l’altro giapponese, non potrebbe non riconoscere la genialità dello studio.
E invece no.

yamanaka-lab-600-10042012
Shinya Yamanaka, premio Nobel per la medicina nel 2012 per lo sviluppo di tecniche rigenerative usando cellule staminali, e considerato dalla comunità scientifica il “padre delle staminali”, dopo aver letto il protocollo Stamina ha detto che il metodo stesso è antiscientifico e non può clinicamente funzionare.
Allora cosa vogliamo dire, che un premio Nobel capisce meno di un letterato sulle staminali?

Evidentemente per qualcuno è così… soprattutto per la cosiddetta “opinione pubblica”.
Infatti, il povero ministro Balduzzi è stato obbligato a venire incontro alla Fondazione, e oltre a permettere le cure alla piccola Sofia, per la gioia degli ascoltatori delle Iene, ha anche stanziato tre (e ripeto tre) milioni di euro per uno studio.
Il vero problema è qui!
Come può l’opinione pubblica scegliere a chi destinare i soldi della ricerca?
Tra l’altro solo avendo visto un servizio (che descrive una parziale verità) da parte di un programma televisivo?
Questo ovviamente saltando tutti i canoni della ricerca medica, che per uno come me che ci sta dentro, anche se marginalmente, risulta una cosa gravissima.
I lunghi protocolli medici esistono per un motivo: la sicurezza e la salvaguardia dei pazienti.
Se ogni folle con una cura miracolosa, sotto la spinta dell’opinione pubblica, potesse avere fondi di ricerca così alti, il sistema stesso crollerebbe, e ogni “Vanna Marchi” di turno si potrebbe permettere di sparare di cure miracolose.

Purtroppo spesso penso che la democrazia non sia fatta per la Scienza.
Spesso penso che l’opinione pubblica dovrebbe contare di meno o sentire più gli esperti e meno il cuore.
Perchè purtroppo, nella ricerca medica, il cuore c’entra poco, se si vogliono avere dei risultati.
Se si vogliono salvare Veramente delle piccole Sofia.

Saluti,

MMarans.

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Pubblicato il 23 giugno 2013, in Uncategorized con tag , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Molto interessante, i fatti che venivano raccontati in televisione erano totalmente ribaltati!

    • Totalmente no.
      Anche perchè il povero Golia era certamente in buonafede.
      Il problema è scientifico ed etico… e purtroppo lui non poteva sapere certe cose, anche se si poteva (e doveva) informare meglio.

  2. Credo che più che altro sia “colpa” di chi ha gridato al “complotto”, senza ovviamente capirne nulla. Io stessa le cose recenti non ho molti modi per “studiarmele”(anche perché sono solo alle superiori, cosa vuoi ne capisca? xD), però credo che questo sia un motivo in più per non attuare il comportamento di cui sopra. Perché a rimetterci sono solo, come dici tu, i pazienti.
    Questo tizio ha solo trovato una buona pubblicità.
    Comunque si dovrebbe vietare (nel caso in cui non sia già stata vietata) la sperimentazione da parte di persone non specializzate o che non hanno compiuto studi specifici… Il motivo mi sembra ovvio.
    Condivido le ultime parole in particolare.

    PS: Non vedo i tuoi aggiornamenti su FB in bacheca… Non so perché. Controllo le impostazioni e ti faccio sapere u.u

  1. Pingback: Aggiornamento sul “caso” Stamina… di male in peggio! | SempliceMenteScienza

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